mercoledì , 19 settembre 2018

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Sheepdog Trials: il gioco più bello del mondo

In una realtà rurale dove la pastorizia e l’allevamento di animali da reddito era una delle principali fonti di sostentamento, è stato abbastanza consequenziale voler misurare l’abilità di cani e conduttori nel guidare greggi lungo determinati percorsi. Tragitti che ricordavano le necessità quotidiane della gestione e movimentazione degli animali negli immensi prati britannici circondati da bellissimi muri a secco. Questo ritrovarsi, e mai di domenica, nella seconda metà del XIX secolo si è consolidato nei trial destinati agli sheepdog. In questi trial i farmer e sheperd locali misuravano le abilità proprie e quelle dei loro cani, il tutto “condito” e “annaffiato” da ottimo cibo e birra.

È per questo motivo che è diventato il più bel gioco del mondo, dove adulti signori con dress da lord si divertono a tutte le età. E non è raro vedere nomi storici ultraottantenni condurre i propri cani sui campi di gara, tanto è radicata questa tradizione nel popolo anglosassone. Questo tipo di attività ha dato anche corso a una selezione dei migliori soggetti arrivando, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento, alla fondazione nel Regno Unito dell’International Sheep Dog Society, primo ente a regolamentare gli sheepdog trial (concorsi per cani pastore) e a dare il via al primo “studbook” (registro dei cani e dei cuccioli nati) creando così l’archivio storico del moderno sheepdog.

Working sheepdog

Purtroppo erroneamente qui in Italia viene definita “sheepdog” la disciplina, ma “working sheepdog” è il cane che ora è un Border Collie, mentre nei tempi passati aveva avuto anche influenza di altre razze.

In Italia questa attività ha avuto inizio ai primi degli anni Novanta con i primi concorsi organizzati e si è sviluppata nel tempo fino a creare un buon movimento di appassionati da Nord a Sud. Non c’è nessuna emozione paragonabile a comunicare col proprio cane tramite fischi e suoni, molte volte incomprensibili ai più, e vedere che lui capisce quello che gli stiamo fischiando, stando entrambi in mezzo al nulla. Questa è l’emozione più forte e in un percorso ideale che solo la nostra testa conosce, si fischia e si parla e il cane esegue alla perfezione ogni nostro comando, dandoci la stessa sensazione di giocare con un joystick.

La sfida di FISC

Fisc vorrebbe creare un network di persone con lunga esperienza e provata capacità sul campo, sia come pratica sportiva, ma anche come pratica di pastorizia e allevamento di cani e bestiame, che possano fare conoscere questa disciplina cinofilo sportiva, ma che allo stesso modo possano avvicinare, fare conoscere e riscoprire una delle attività sportive più vecchie del mondo e fare assaporare il piacere di partecipare al gioco più bello.

di Giovanni Canopoli

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