mercoledì , 19 settembre 2018

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Lezione di agility: percorrere la passerella

Continua la nostra conoscenza dettagliata degli ostacoli che formano un percorso di agility, questa volta parliamo della passerella. Questo attrezzo fa parte delle cosiddette “zone di contatto”, ossia punti precisi dell’ostacolo, ingresso e uscita, sulle quali il cane deve toccare in modo netto con le sue zampe senza saltare per terra. Tale spettacolare attrezzo è formato da due assi di circa 3,60 metri di lunghezza e 30 cm di larghezza, posti uno in salita e l’altro in discesa e collegati a un terzo asse che forma la parte piana e più alta dell’ostacolo. La passerella è fatta di assi di ottimo legno rivestiti di materiale anti-scivolo, poiché è attraversata dai cani in elevata velocità, e poggia su un’intelaiatura di acciaio o di alluminio.

Errori più comuni

Gli errori che un cane compie affrontando la passerella sono diversi: il salto della zona d’ingresso, il salto della zona d’uscita e il gettarsi per terra da metà asse iniziale, sono solo alcuni dei più comuni. La passerella, chiamata “passa” per abbreviarne il nome e renderla più semplice come comando impartito al cane, può essere insegnata gradualmente a Fido all’età di 9-10 mesi e rifinita al compimento del 15° mese di età. Il modo per insegnare al binomio (cane e conduttore) questo particolare attrezzo che è presente in un percorso di agility è decisamente vario ed è deciso dall’istruttore in base alle caratteristiche del cane e anche del conduttore. Iniziare con un cucciolone sarà ovviamente molto più semplice. La passerella dovrà essere posta a terra e il cane, aiutato dal suo conduttore attraverso una pettorina, dovrà percorrere i quasi 12 metri di assi senza finire sul terreno per prendere confidenza con la superficie dell’ostacolo. In un secondo momento si insegnerà al cane di posizionarsi sull’asse discendente, appoggiata a un tavolino basso, in una posizione denominata 2on 2off, ossia con le zampe posteriori appoggiate sull’asse e quelle anteriori per terra. A seguito di questa posizione, subentrerà lo “sgancio” dall’attrezzo con un comando di sblocco, insegnato al cane precedentemente. Gradualmente si passerà a far esercitare il cane sull’asse sempre più inclinata, fino a che non sarà indotto a percorrere tutto l’attrezzo che raggiungerà la sua altezza standard. Il cane può essere condizionato a fermarsi in uscita e sbloccarsi a comando per raggiungere il successivo obiettivo, oppure può essere invogliato a correre per tutto l’attrezzo, compresa la parte finale, in modo tale da non perdere tempo prezioso. Ad esempio, un cane di grossa mole, o semplicemente alto, avrà enorme difficoltà a toccare le zone di contatto in ingresso e in uscita poiché con la sua falcata e quindi con il suo passo non eviterà l’errore. A questi soggetti va ridotto il passo con dei regolatori, ossia dei tubi di plastica da 40 cm di diametro, tagliati a metà e posti per terra vicino l’ingresso della passerella per invogliare il cane a costruire la battuta del suo passo fino a essere indotto ad attraversare l’ingresso senza alcun tipo di problema.

Posizionare un target

Sempre a questi soggetti, alla fine dell’attrezzo va posizionato un target, ossia un riferimento messo sulla zona di contatto che il cane deve colpire ogni volta che esegue la salita. In questo caso il target come un pezzo di stoffa verrà sbiadito, riducendone le dimensioni. Usando il target lo stesso cane, invogliato dal tocco dell’oggetto, è costretto a fermarsi con le zampe sulla zona di uscita, assicurando così la completa riuscita dell’esercizio.

Running

Un altro metodo sicuramente più spettacolare è quello delle zone veloci ossia in running, dove il cane viene invitato a correre velocemente inseguendo il suo gioco e quindi a percorrere l’intero attrezzo toccando le due zone senza problemi in velocità. I giudici solitamente penalizzano questo metodo perché posiziona molto spesso in un percorso di gara, alla fine della passerella, un ostacolo, di solito un tubo a U, che funge da vero trabocchetto. L’affidabilità di un cane indipendente su questo ostacolo induce il conduttore ad avere piena fiducia della corretta esecuzione e quindi ad avere il tempo di posizionarsi nella zona del percorso che comprende l’attrezzo successivo in modo tale da essere più chiari nella comunicazione con il proprio compagno di squadra a quattro zampe.

Zone di contatto: la passerella

La passerella è un’altra zona di contatto. L’approccio è sempre lo stesso, simile alla palizzata: facciamo salire di lato il cane, lo mettiamo con due zampe a terra e due zampe sull’attrezzo, poi lo facciamo salire una volta a destra e una volta a sinistra. Ciò fa parte dell’agility, il cane deve conoscere a 360 gradi tutti gli attrezzi e anche il nostro corpo. Da ricordare che il quattro zampe deve comunque toccare almeno con una zampa la zona di contatto, solitamente di colore bianco, che è la parte all’inizio e alla fine, in questo caso della passerella. Ogni tanto prendiamo il cane in braccio, lo mettiamo sempre più in alto, ovviamente facendolo per gradi, nell’arco delle settimane, e poi lo si fa scendere. Messo a segno l’esercizio, lo si premia col cibo o il gioco. L’importante è che il cane voglia fermarsi, altrimenti quando sarà con l’adrenalina a mille, durante il percorso, schizzerà via senza toccare la zona di contatto e quindi farà penalità.

di Alfonso Sabbatini

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