martedì , 14 agosto 2018

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Alla ricerca di Tigre perduto

Abbiamo preso Tigre nell’ottobre 2016, aveva circa due mesi. Faceva parte di un gruppo di micetti in cerca di casa e amore e dei quali non si sapeva il giorno di nascita. Viviamo in un piccolo paesino di campagna. Abbiamo capito, mentre cresceva, che aveva la necessità e la voglia di uscire e scoprire cosa c’era all’esterno della casa. Con una gattaiola gli abbiamo creato la possibilità di uscire ed entrare quando voleva: naturalmente le prime volte eravamo preoccupatissimi. Vedere la sua felicità nel poter uscire ci ha rincuorati sui rischi che poteva correre. È sempre stato puntuale e abitudinario negli orari di rientro.

Tigre non è rientrato a casa

Venerdì 9 febbraio scorso, di pomeriggio, rientriamo prima dal lavoro perché nostro figlio è ancora ammalato dopo una settimana di febbre altissima. Veniamo accolti da Tigre che, come di consueto, ci appare di buon umore e mangia e, senza che ci accorgiamo di nulla, esce di casa per il suo solito giro. Normalmente in tarda serata, oppure durante la notte, rientra per chiedere da mangiare e noi ci alziamo per dargli “un premio”. Verso le 5 ci svegliamo, ci accorgiamo che non è rientrato e, angosciatissimi, cominciamo subito a chiamarlo, ma lui non arriva. Aspettiamo l’alba per iniziare le ricerche per le vie del paese e nelle campagne, ma non lo troviamo. Cresce la preoccupazione e più il tempo passa, più siamo spaesati, incapaci di organizzarci sul da farsi. Passiamo invano il sabato a chiedere al vicinato se lo avessero visto ma, come se si fosse volatilizzato, nessuno l’ha notato. Controlliamo anche i lati della strada principale col “cuore in gola”. La speranza che torni da solo è grande, ma non era nemmeno mai stato via più di dodici ore. La notte di sabato passa con ansia e poca voglia di dormire, ogni piccolo rumore ci tiene svegli, nella speranza di sentirlo tornare. La domenica mattina ricominciamo le ricerche immediatamente, per i campi limitrofi, guardando nei giardini di tutte le abitazioni del paese e suonando a ogni casa, ma nulla.

Piano d’attacco per ritrovarlo

Decidiamo quindi di scrivere a tutti i gattili dei comuni vicini, di segnalare al nostro veterinario la sparizione di Tigre, di preparare dei cartelli da appendere nella speranza che qualcuno possa darci una segnalazione. Inoltre segnaliamo su Facebook lo smarrimento, usando inizialmente il sito del gruppo del Comune. Il post viene condiviso da tantissime persone e la nostra segnalazione compare in altri siti nati per ricercare animali smarriti. Uno di questi cartelli lo portiamo a un negozio dove abitualmente compriamo il cibo per Tigre. Una ragazza del ne- gozio, molto gentile, nota il nostro sconforto, e via Whatsapp alla sera ci contatta, dandoci tanti consigli, fra i quali quello di compilare il modulo di smarrimento sul sito dell’associazione “Ani- mali persi e ritrovati”. Così facciamo e subito riceviamo un messaggio e-mail con tanti consigli utili su come comportarci. Spesso nelle difficoltà si pensa di essere soli, invece, ci sono tante persone che, pur non conoscendoti, sono pronte ad ascoltarti e aiutarti nelle ricerche. Tutto questo ha tenuto viva la speranza di rivederlo e la nostra convinzione a non mollare.

Cresce la paura di non rivederlo

Lunedì stampiamo circa duecento volantini che mettiamo nelle cassette della posta di tutte le case del paese e con i quali chiediamo la cortesia di con-rollare i garage, le cantine ed eventuali “casette degli attrezzi”. Purtroppo non riceviamo nessuna telefonata, nessuna e-mail, nulla di nulla. La paura di non rivederlo cresce. La speranza ci dà la forza, anche quando lo sconforto prende il sopravvento. Ci rendiamo conto di quanto la casa sia vuota e fredda senza di lui e che, solo con la sua presenza, ci aiutava a superare mentalmente le difficoltà che incontriamo ogni giorno. Martedì e mercoledì estendiamo le ricerche anche in posti impensabili all’ini- zio delle ricerche. Parlando con la gente che lo ha visto la settimana prima riusciamo in qualche modo a ricostruire il percorso che lui fa ogni giorno. Una signora lo aveva persino ripreso con il telefonino mentre attraverso il vetro giocava con la sua gatta. Le ricerche si allargano anche ai campi, ai fossi, alle case coloniche. Giovedì decidiamo di estendere le ricerche oltre i cinquecento metri di distanza, ma nulla. Non sapere cosa sia successo, né dove sia andato è snervante e angosciante. Ancora peggio pensare che sia chiuso da qualche parte e che noi non siamo riusciti ad aiutarlo. Molti ci dicono che i gatti spesso si allontanano, anche per molti giorni, per poi tornare, ma per noi questo non rispecchia il comportamento che ha Tigre. Che poi è sterilizzato. Arrivati al sesto giorno di assenza, abbiamo persino pensato che lo abbiano portato via.

I preziosi consigli
di “Animali persi e ritrovati”

Avevamo suonato ovunque, chiesto a tutti di control- lare i propri garage e quindi avevamo pensato che non fosse rimasto rinchiuso da qualche parte. Venerdì, ormai al settimo giorno, abbiamo riletto i consigli dell’associazione Animali persi e ritrovati per capire cosa potessimo ancora fare, oppure cosa non avessimo fatto nel modo giusto. L’associazione ci aveva consigliato di controllare casa per casa, nel raggio di duecento metri. Decidiamo quindi, di ricontrollare di nuovo tutte le abitazioni, questa volta assieme al padrone di casa, dove magari non eravamo stati di persona.

Il ritrovamento in un garage

Arrivati all’ultima casa suoniamo e, gentilmente, ci aprono e mentre ci avviciniamo al garage, sentiamo dei miagolii sempre più forti e riconosciamo subito la sua voce. La felicità esplode, apriamo il garage molto piano per non farlo scappare. Lo abbracciamo forte. I padroni di casa non aprivano mai il garage ed erano allibiti nel veder- lo. Lo abbiamo portato a casa e, sempre leggendo i consigli dell’associazione, gli abbiamo dato da bere e da mangiare (poco, solo umido per i rischi che ci avevano spiegato). È molto magro ma, nonostante i tanti giorni passati, è vispo. Le sue fusa, la sua felicità e la nostra non si possono esprimere con le parole. Abbiamo chiamato subito il veterinario che nel pomeriggio ci ha accolto per il controllo. Tigre ha passato la notte di venerdì con noi, nel nostro lettone, cosa che non faceva mai, non lasciandoci nemmeno per un secondo. Siamo felici, ma non possiamo abbassare la guardia, perché dobbiamo controllare il suo stato di salute. Inoltre, se fosse per lui, mangerebbe di continuo. Sabato è tornato già a essere il padrone di casa, per fortuna le feci sono normali e già vuole uscire. Solo il giorno dopo, la domenica, con tanta, ma tanta fatica, lo abbiamo fatto andare fuori.

Non smettere mai di cercare

Non bisogna mai mollare, anche quando si pensa che non ci sia più speranza, anche quando si crede di aver fatto tutto, bisogna riprovare e riprovare ancora. Se non avessimo rifatto il giro delle case, intestardendoci nel controllare di persona, non lo avremmo mai ritrovato. Un grazie di cuore all’associazione Persi e Ritrovati che anche a orari impensabili, ci ha risposto via Whatsapp dandoci preziosi consigli, anche dopo aver ritrovato Tigre. Naturalmente ringraziamo anche gli abitanti del nostro paese, che ci hanno dato fiducia nell’accoglierci nelle proprie case per controllare di persona. Ai ringraziamenti si è aggregata anche l’associazione Animali Persi e Ritrovati, soprattutto indirizzati alla commessa del negozio che l’ha segnalata alla famiglia di Tigre.

Grazie da Alberto, Barbara, Andrea e, naturalmente, Tigre, di Fossatone di Medicina (Bologna)

5xmille ad Animali Persi e Ritrovati

Il 5xmille non sostituisce l’8xmille e non costa nulla per il cittadino contribuente in quanto
è una quota di imposte
al quale lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. Per sostenere “Animali Persi e Ritrovati” basta inserire il codice fiscale 94113780368e apporre la firma.

Dona subito: http://bit.ly/donazioni_a_Animali_PersieRitrovati

INFO
www.animalipersieritrovati.org
Facebook: animalipersieritrovati.italia

di Alberto Verganti

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