mercoledì , 19 settembre 2018

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Gatto con gli occhi arrossati: cause e rimedi

Tra le cause più frequenti della cheratocongiuntivite: agenti irritanti locali, corpi estranei, traumi, alterazioni di palpebre o apparato lacrimale, infezioni locali.

Congiuntivite e cheratite sono malattie infiammatorie che colpiscono rispettivamente la membrana congiuntivale e la cornea. Non è raro che le due condizioni patologiche si sovrappongano, a determinare il quadro definito “cheratocongiuntivite”. Queste malattie possono essere mono o bilaterali, associate o meno ad altri quadri patologici a carico delle vie respiratorie. I sintomi della congiuntivite sono vari: epifora (scolo oculare), spasmo palpebrale, iperemia (arrossamento), chemosi (edema/gonfiore), fotofobia.

La cheratite, in fase acuta, è normalmente associata alla congiuntivite e si manifesta con arrossamento, edema (cornea grigio bluastra), ipervascolarizzazione e, nei casi più gravi, ulcerazione. Il grado di fastidio può essere leggero, come nelle forme con scolo sieroso, o anche molto forte, come nei casi in cui si ha presenza di chemosi, fotofobia, ulcerazione. Le cause più frequenti dicheratocongiuntivite sono: agenti irritanti locali, corpi estranei, traumi (graffi), alterazioni delle palpebre o dell’apparato lacrimale, infezioni locali, malattie infettive sistemiche, forme allergiche od autoimmuni.

Tra le malattie infettive, che sono molto frequenti soprattutto tra i giovani, ricordiamo, in particolare, quelle associate a herpesvirus, calicivirus, chlamydia e mycoplasma. Non è facile distinguerle una dall’altra, anche se si può dire che statisticamente le forme più aggressive sono quelle da herpes, in cui si ha una forte chemosi congiuntivale, con iperemia e sanguinamento, cui spesso si associa una flogosi corneale che può avere carattere ulcerativo.

L’ulcerazione è solo una delle possibili complicazioni della cheratite, che può esitare anche in perforazione o sequestro corneale. La cura di queste patologie prevede l’uso di medicamenti locali (colliri, pomate) a base di antibiotici, antivirali, antiinfiammatori, immonomodulatori, cicatrizzanti e medicamenti per via generale mirati alla cura della malattia infettiva sottostante. L’approccio chirurgico sarà necessario nei casi di aderenze tra le membrane, perforazione, sequestro corneale, alterazione palpebrale predisponente(entropion). Il capitolo della chirurgia delle strutture esterne all’occhio è interessante e verrà trattato prossimamente.

Discorso a parte merita la cheratocongiuntivite secca (Kcs), che nel gatto è molto rara e che dipende da una patologia a carico dell’apparato lacrimale: l’insufficiente funzionamento di quest’ultimo provoca secchezza dell’occhio con conseguente infiammazione e degenerazione della cornea.

di Alessandro Arrighi

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