mercoledì , 19 settembre 2018

Home | Gatti | Il gatto Mimmi è scappato a causa dei ladri.
mimmi

Il gatto Mimmi è scappato a causa dei ladri.

Mimmi: ritrovato tutto smagrito, ma sano, dopo due mesi di affannose ricerche e recuperato
non senza difficoltà, anche grazie all’associazione Animali Persi e Ritrovati.
Mai arrendersi,  mai disperare.

La storia di Mimmi

Sabato 24 marzo dei ladri entrano nel nostro appartamento e svaligiano la cassaforte aprendola con un frullino.
Il forte rumore spaventa il mio gatto Ciottolino, Mimmi per gli amici, facendolo saltare dal terrazzo, posto a circa sei metri di altezza.
Io rientro in casa tre ore dopo l’accaduto, verso le 22, chiamo i miei genitori e, disperati, iniziamo subito le ricerche.
Pubblichiamo anche un appello su facebook che raccoglie immediatamente decine di condivisioni.
mimmi

Inizia la ricerca

La mattina dopo, aiutati da alcuni amici, affiggiamo i primi volantini.
Inizia così una ricerca spasmodica, setacciando tutto il quartiere e chiedendo informazioni a chicchessia. Col passare delle ore ci rendiamo conto che Mimmi non è stato notato da nessuno.
Passano i giorni, l’appello, grazie alla disponibilità di due giornaliste molto sensibili, viene pubblicato su un noto quotidiano di zona.
E poi è mandato in onda durante la trasmissione di una tivù locale molto seguita per essere replicato per ben tre volte.
Cominciano ad arrivare le prime segnalazioni ma, una volta giunti sul posto, o si tratta di un altro gatto, oppure il gatto non c’è.

Da solo non può tornare a casa

Dopo alcuni giorni trovo su internet il sito dell’associazione “Animali Persi e Ritrovati” e compilo il modulo per segnalare l’accaduto.
La risposta è immediata e la scheda di Mimmi viene pubblicata e diramata attraverso i canali dell’associazione in breve tempo.
Un paio di giorni dopo mi chiama una volontaria e con i suoi preziosi consigli mi invita a non perdermi d’animo.
Mimmi non può tornare a casa da solo, mi dice, perché da cinque anni vive in casa e non essendo mai uscito, non può riconoscere la strada.
Questa constatazione mi manda davvero in crisi.

Chilometri di ricerche 

Ogni giorno percorriamo chilometri su chilometri alla ricerca di Mimmi, ma niente.
Dopo più di un mese, disperata e distrutta, decido di ristampare nuovi volantini, circa mille in tutto, dei quali almeno quattrocento imbucati nelle cassette della posta di altrettante famiglie.
La solidarietà delle persone è stupefacente, ma arrivano anche tante opinioni negative, del tipo “ormai è troppo tardi”, che ci scoraggiano e fanno finire a terra il morale.

Duri momenti di disperazione

Per fortuna ci sono la mia famiglia, gli amici di sempre e anche dei nuovi amici “virtuali” a darmi la forza di continuare a sperare.
I gatti hanno mille risorse, mi dicono, non è ancora il momento di disperare.
Io, invece, mi dispero, notte e giorno, non trovo pace, mi colpevolizzo per non averlo mai fatto uscire di casa.
Lui è un ex-randagio che avevo adottato da una città a cinquanta chilometri di distanza e non conosce il territorio.

Arriva la prima segnalazione 

Passano cinquantasette interminabili giorni e finalmente arriva la segnalazione giusta.
È sabato sera e due ragazzi notano Mimmi in un’area verde, tra un parcheggio multipiano e una piccola chiesa, ma lui scappa e si infila in un pozzetto della fognatura.
Una signora che abita lì vicino mi dice di vedere quel gatto da circa un mese, ma è convinta che si tratti di una gatta e che non sia il nostro.

Lo riconosco da lontano: è lui!!!

La mattina dopo torno sul posto e lo vedo da lontano.
Lo osservo col binocolo e noto quella inconfondibile macchia a righe sul petto che lo contraddistingue.
Mi mancano le forze, non ci posso credere, stavolta è proprio lui.
Dopo un po’ si avvicina, mi riconosce, mangia le crocchette dalla mia mano.
Lo bagno con le mie lacrime.
È una gioia indescrivibile, è il giorno più bello della mia vita…
Fino a quando non provo a prenderlo per metterlo nel trasportino e lui scappa per tornare nel pozzetto dove rimane fino a sera.
Il 21 maggio, è lunedì mattina, alle 6.30 sono di nuovo lì e lui c’è.
Impiego diverso tempo per avvicinarlo, è più sospettoso, provo di nuovo a metterlo nella gabbietta, ma lui la ribalta e riesce a uscire.
Si nasconde di nuovo e non esce più.

Chiediamo aiuto a “Animali Persi e Ritrovati”

Disperata chiamo “Animali Persi e Ritrovati” e la volontaria che ha seguito il mio caso sin dall’inizio mi dice che devo avere pazienza, tanta.
E che ormai io e Mimmi ci siamo ritrovati e questa è la cosa più importante.
Poi, come le volte precedenti, mi dà preziosi consigli e io le prometto di aggiornarla sugli eventuali progressi.
I due giorni successivi gli portiamo da mangiare ma, pur stando lì tutto il giorno, ci atteniamo alle istruzioni ricevute e quindi a oltre dieci metri di distanza per non disturbarlo.

Difficile riprenderlo

Finalmente giovedì pomeriggio Mimmi decide di avvicinarsi… fa tutto da solo, chiede coccole e mangia dalle mie mani.
Sono al settimo cielo, ma evito di tentare di catturarlo per non sbagliare di nuovo.
Rimango lì tutto il giorno.
Riconosce anche mio padre e si fa toccare pure da lui.
Decidiamo di continuare a seguire i consigli e di aspettare.
Anche se ci piange il cuore lasciarlo lì ancora una notte, sappiamo bene che la posta in gioco è alta.
Lui deve tornare a fidarsi e io non devo lasciarmelo sfuggire al prossimo tentativo di “cattura”.
Venerdì sono sul posto di prima mattina e lui mi si avvicina in cerca di cibo e di coccole.
Verso le otto arriva mio padre, gli si avvicina piano piano con un bastoncino di carne, lo afferra e lo infila nel trasportino… è fatta.
Dopo due mesi e un giorno l’incubo è finito!
A proposito, tutto questo a ridosso del compleanno del mio papà che ha ricevuto il più bel regalo della sua vita, come lui stesso ha detto.

Il sostegno delle altre “happy ending story”

Per me è stato di grande conforto conoscere le “Happy Ending Story” di Animali Persi e Ritrovati e mi è stato di aiuto, per esempio, sapere di quel ritrovamento dopo ben sessantasei giorni.
Mi ha aiutato a sperare anche nei brutti momenti di angoscia.
Non bisogna mai arrendersi, non bisogna mai smettere di sperare, bisogna ascoltare soltanto i consigli delle persone positive.
La nostra storia ne è la prova.
E per chi, come me, crede anche nell’aiuto di qualcuno più grande di noi, preciso che il mio amato Mimmi si nascondeva nel pozzetto della fognatura della chiesa della Madonna delle Grazie.
Tra l’altro una cappella molto cara alla mia famiglia.
Era a circa 550 metri da casa mia e 150 metri dalla casa dei miei genitori.
Non finirò mai di ringraziare tutti coloro che ci hanno tanto aiutato e la volontaria di Aper, ideatrice dell’associazione.
Il mio Mimmi, una volta tornato a casa, ha dormito sul letto accanto a me, facendo le fusa per tutto il tempo.
Io, la prima notte, non ho chiuso occhio per l’emozione.

Info:

di Cristina, Mimmi e famiglia (da Spoleto, Perugia)

© Riproduzione riservata