mercoledì , 22 novembre 2017
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petauro

Il petauro dello zucchero: un marsupiale molto goloso

Classe: Mammiferi
Sottoclasse: Marsupiali
Ordine: Diprotodontia
Sottordine: Phalangerida
Famiglia: Petaurdae
Genere: Petaurus
Specie: P. breviceps

Si chiama petauro dello zucchero, proprio per la sua predilezione verso tutto ciò che è dolce. È un piccolo animale notturno docile e affettuoso, ma anche tanto impegnativo da gestire. Capiamo il perché.

Aspetto del petauro

La sua pelliccia è grigia, con una striscia nera che parte dalla testa e percorre tutta la schiena, mentre il suo ventre è chiaro. I soggetti di cattura hanno, invece, il manto di colore marrone. Dal polso alla caviglia si estende il “patagio”, una plica di pelle che permette il tipico volo planato. La coda degli adulti è lunga e vaporosa, cosa che non è nei piccoli appena usciti dalla tasca materna, elemento questo che può far capire, al momento dell’adozione, se il nostro petauro è troppo giovane per staccarsi dalla madre. Le orecchie sono grandi e senza peli e gli occhi, tipici degli animali notturni, grandi e scuri.

In genere questo piccolo amico non è un gran chiacchierone. Essendo un animale notturno, in natura trascorre il giorno in tana, nella cavità degli alberi, dormendo insieme agli altri individui in piccoli gruppi.

L’alimentazione del petauro

Il petauro è onnivoro e la sua dieta si basa principalmente su sostanze zuccherine e ricche di proteine. Queste ultime, in particolare, devono costituire un quarto della dieta. I vegetali, poi, rappresentano una grossa parte della razione alimentare, forniti freschi ogni sera insieme alla frutta, dolce e matura, evitando parti verdi e foglie di patate e pomodori altamente tossiche.

Carne, uova, tofu e invertebrati rappresentano, invece, la fonte di proteine. Il tofu (formaggio di soia), in particolare, che contiene una quota di calcio molto maggiore rispetto a carne e uova, potrebbe non essere di gradimento per il nostro piccolo amico. Per questo può essere utile mescolarlo alla frutta o al miele o allo yogurt.

Gli invertebrati sono, invece, molto graditi e vanno preferibilmente acquistati nei negozi che vendono rettili o di caccia e pesca, anziché catturati all’aperto. Mai somministrare zucchero, dolcificanti, cioccolata, frutta candita o disidratata che contiene pericolosi conservanti. La dieta ideale dev’essere non troppo grassa e contenere calcio e fosforo in un rapporto di 2:1.

Un alloggio verticale

E la sua “casa”? Dev’essere molto ampia e svilupparsi in senso verticale, meglio se si tratta di una voliera di 2×2 metri, dentro la quale poter sistemare dei rami su cui arrampicarsi. La base dev’essere staccabile e ricoperta di carta o segatura. Si possono, inoltre, riporre altri ripiani a diverse altezze su cui collocare rifugi (casette per criceti e simili) e recipienti per il cibo in ceramica o da fissare alle pareti.

Per l’acqua meglio i beverini a goccia che il petauro imparerà ad utilizzare, cosa che invece non farà mai con la cassettina per i bisogni, quindi è assolutamente inutile posizionarla dentro l’alloggio.

La gabbia dovrà trovarsi in una zona della casa luminosa e molto tranquilla, per non disturbare il sonno diurno del nostro amico, ad una temperatura di 18-25 gradi.

È necessario permettere al piccolo marsupiale di fare un po’ di movimento fuori dalla gabbia, assicurandocidi aver chiuso tutte le possibili vie di fuga e di aver allontanato qualsiasi pericolo. Tutto ciò di sera o di notte, con le luci basse e una continua supervisione da parte del proprietario.

Se maneggiato fin da piccolo, infatti, (3 mesi è l’età ideale per l’adozione) il petauro diventerà docile e affettuoso, ma questo dovrà avvenire gradualmente. Prenderlo in mano di giorno, mentre dorme, farà sì che i suoi riflessi siano più lenti, ma non disturbiamolo per nessun motivo il primo giorno nella nuova abitazione.

Cure e controlli

Il petauro dello zucchero non richiede vaccinazioni, ma giusto visite periodiche di controllo ed esame delle feci. Non serve lavarlo, solo spuntare le unghie di tanto in tanto. Un soggetto sano dev’essere vivace, attivo e curioso, gli occhi aperti e puliti, senza scoli e croste, la pelliccia morbida e senza aree mancanti di pelo o imbrattate di feci.

Al momento dell’adozione, è bene poterlo prendere in mano per verificare la sua docilità. Se cerca di scappare e non mostra un minimo di curiosità, vuol dire che è un soggetto poco addomesticato che potrebbe non accettare mai le mani del proprietario. Il bisogno di compagnia di questo piccolo marsupiale non è, comunque, da sottovalutare. La compagnia costante di un suo simile, anche dello stesso sesso, è la soluzione ideale sia per noi che per lui.

N. B. NON ACQUISTARE MAI ANIMALI DI CATTURA: SONO SELVATICI, HANNO SPESSO PROBLEMI DI SALUTE O DI ADATTAMENTO ALLA CATTIVITÁ. IL COMMERCIO DEGLI ANIMALI DI CATTURA NON VA INCORAGGIATO

Aspetti positivi
• Se maneggiato fin da piccolo, è estremamente docile e si affeziona molto al proprietario

Aspetti negativi 
• È un animale sociale e necessita di un compagno o di molte attenzioni
• Se tenuto da solo può sviluppare problemi comportamentali
• Necessita di gabbie molto ampie, o meglio di voliere
• Essendo longevo, va accudito per molti anni
• È notturno e perciò non è adatto ai bambini
• Preparargli il pasto tutte le sere può essere laborioso
• I soggetti di cattura, o che non sono stati abituati da piccoli al contatto umano, sono selvatici

Errori principali della gestione 
• Alimentazione inadatta
• Gabbie piccole, del tipo da criceti
• Costringere un soggetto alla solitudine

Fonte: Sivae – Società Italiana Veterinari Animali Esotici

Di Federica Forte (riproduzione vietata)

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