mercoledì , 26 aprile 2017
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Cane pompiere: Ruben il più coccolato

Il cane pompiere Ruben, Labrador biondo, è ormai un’istituzione a Milano e non solo. Dall’alto dei suoi quasi tredici anni è forse il “cane pompiere” più anziano (per età e per servizio) d’Italia.

Beh… “onorato servizio” si fa per dire, visto che anni fa fu bocciato come cane da salvataggio, forse perché non rispondeva ai comandi, magari perché è “figlio” di troppi “padri”. Ruben, infatti, ha ben quarantotto “papà adottivi” (dodici per ciascuno dei quattro turni).

Chi sono? I vigili del fuoco della caserma di via Sardegna a Milano, che oltre a essere uno dei distaccamenti più operativi d’Italia, per chiamate e per territorio presidiato (è la seconda caserma in Italia dopo quella di Roma Nomentana) è anche uno dei più famosi per la presenza di un quarantonovesimo vigile a quattro zampe, un po’ dormiglione, ma comunque “vigile” e con un bel caratterino, che di tanto in tanto si guadagna l’attenzione dei media, tutta per lui. E non ci vuole molto a capire che in brevissimo tempo è diventato la mascotte della caserma di via Sardegna.

Come è arrivato

Ma che ci fa un Labrador Retriever in una caserma dei vigili del fuoco? Come è arrivato in questo distaccamento così strategico? In verità i primissimi mesi della sua vita Ruben li ha trascorsi in famiglia, come la maggior parte dei cani della sua razza. Era un cucciolo irresistibile, amato e coccolato in casa. La sua proprietaria, però, a un certo punto viene trasferita e non può portarlo con sé (a quei tempi Ruben ha solo sei mesi d’età), si rivolge a un vigile amico e lo lascia tra le sue braccia, per Cane pompiereevitare che finisse in canile.

La proprietaria non poteva più tenerlo, lei lavorava alla Sea Aeroporti”, ricorda il vigile esperto Mirko Marin, in forza presso il comando di Milano, distaccamento di via Sardegna e molto legato a Ruben, “il suo trasferimento è stato immediato e non aveva punti di riferimento. È arrivata da noi chiedendo se potevamo trovare qualcuno. Doveva essere una permanenza temporanea, ma poi è rimasto con noi, con grande soddisfazione”.

E ancora, sempre Mirko Marin: “Ruben è un collega, ha metabolizzato la vita quotidiana del vigile del fuoco. Conosce i suoni diversificati degli allarmi, quando li sente, lui, che normalmente è accovacciato accanto all’ingresso, sul marciapiede, rientra, perché sa che il personale in servizio deve uscire. Ha una incredibile capacità di comprendere tutto”.

Doveva essere uno stallo temporaneo

Dunque, l’idea iniziale era quella di trovare una famiglia per il nostro simpatico protagonista, ma in pochissimi giorni Ruben ha fatto breccia nei cuori dei ragazzi della caserma che, a un certo punto, non potevano più fare a meno di questa dolce e giocosa palla di pelo.

I pompieri hanno così deciso che avrebbero adottato Ruben collettivamente: preparando un posto dove potesse dormire e mangiare in tranquillità, tassandosi per acquistare il cibo e pagare le visite del veterinario e garantendogli un fior di compagnia ventiquattro ore su ventiquattro per tutti i giorni dell’anno.

Abbiamo deciso di destinare un fondo cassa solo per lui e dare ogni bimestre venti euro al mese a squadra, per ciascuno dei quattro turni”, spiega il vigile esperto Mirko Marin, “un fondo cassa per le sueCane pompiere necessità, dal cibo alle cure mediche, per tutto il fabbisogno. E ogni anno facciamo delle valutazioni se è necessario aumentare o no il budget. Siamo abituati alle visite dei media e alle persone amanti degli animali, ci auguriamo che resti con noi il più possibile”.

Branco di riferimento

Così, all’improvviso, Ruben si è trovato quasi cinquanta “capobranchi”, ha iniziato a metabolizzare tutti i ritmi frenetici della caserma. Sa che non deve mai entrare nella cucina (anche se è il posto che più l’attira, da bravo cane goloso qual è il Labrador), conosce il suono della campanella (si fa da parte nella sua cuccia e sa che non deve disturbare), sa persino salire tranquillamente sull’autoscala all’altezza di trenta metri (in fondo, anche lui si sente della squadra).

Adottato da tutto il quartiere

Ma non è finita. Ruben è anche diventato un po’ il cane del quartiere. Da anni si sdraia accanto al portone d’ingresso che dà sul marciapiede, sonnecchiando e prendendosi carezze dai passanti. Poco distante, ad esempio, c’è una scuola, lui adora i bambini e ogni tanto li va a trovare per farsi una bella ricarica di coccole, e c’è chi, nel tempo, è cresciuto con lui, lo riconosce e lo ricorda.

Cane pompiereA volte si è “avventurato” a fare autonome passeggiate o a inseguire cagnoline in calore rendendosi protagonista di simpatici “fuori-programma”. E poi, quando qualcuno dei suoi “papà” finisce il turno, si fa delle belle passeggiate per il quartiere, al guinzaglio.

All’inizio è stata dura”, ricorda ancora Mirko Marin, “essendo maschio, come natura crea, aveva i suoi stimoli e non è stato facile gestirlo se attratto dalle cagnoline. Ma abbiamo superato tutte le avversità e ormai è nostro, questa è la sua casa”.

Ci sono generazioni di ragazzi che lo conoscono e che sono cresciute con lui”, aggiunge Marco Risso, vigile caposquadra esperto, “un ragazzo, tempo fa, mi ha detto: Ma io me lo ricordo bene, andavo alle elementari e lui era sempre lì davanti alla caserma. Questo cane è un’istituzione, lo conoscono tutti. L’altra volta sono andato alla posta a pagare una bolletta e una signora ha esclamato: Ma lui è Ruben!. Suscita molta simpatia in ognuno!

Ha la sua pagina Facebook

Ma un cane così “in vista” poteva mancare sui Social? Certo che no. Infatti, Ruben ha la sua pagina su Facebook con foto e commenti dei suoi affezionati fan.

Ha subito due operazioni

Qualche acciacco dell’età non ha risparmiato neanche il nostro cagnolone, che ha subìto due operazioni.

È stato sterilizzato anche perché si è presentata una forma paratumorale che premeva sulla vescica. E poi, oltre un anno fa gli è stata tolta una cisti a una coscia. Abbiamo la fortuna di avere una clinica fantastica del dottor Gerard Mangiagalli, a piazza Napoli, sempre aperta e con loro abbiamo dei rapporti davvero eccezionali, c’è uno staff estremamente disponibile e molto professionale”, precisa anche Mirko Marin.

Oggi Ruben ha quasi tredici anni, ha il suo libretto sanitario con tutte le vaccinazioni, la sua assicurazione annuale, sempre rinnovata. Insomma, anche dal lato medico- sanitario non si fa mancare nulla.

Anche Ruben va in ferie, alle Cinque Terre

La domanda sorge spontanea. E quando tutti partono? Quando è vacanza, Ruben cosa fa? A parte che lui vive in un contesto particolare, aperto tutti i giorni dell’anno e la compagnia non gli manca. Ma lui le sue belle scampagnate se le è fatte, eccome. Cane pompiere

Grazie a Marco Risso, vigile caposquadra esperto che ci racconta: “Sono a via Sardegna da circa cinque anni e le mie ferie combaciano con le sue. Ruben è un grande viaggiatore. L’ho portato con me a Genova, a casa con la mia famiglia, ha avuto la possibilità di farsi dei bei bagni, sia nel fiume che in mare. È stato anche alle Cinque Terre, l’anno scorso: insomma, si è molto divertito. Lui ha affrontato con me il primo impatto col mare, era molto curioso, poi è un Labrador, amante dell’acqua, girava attorno alle rocce. All’inizio era titubante, poi, anche grazie a mio figlio, si è fatto coraggio, lo abbiamo fatto divertire con un osso galleggiante, di plastica, che lui va a riprendere e lo riporta”.

Va matto per l’orata al cartoccio

Come ci spiega Risso, “sta molto bene in casa, è un perfetto cane di famiglia. Poi mia moglie, in vacanza, Cane pompieregli prepara dei piatti speciali: ad esempio, è ghiotto di orata al cartoccio. Ora mi sono un po’ fermato col discorso viaggio, vista la sua età. Io e Mirko soprattutto, quando abbiamo finito il turno, lo portiamo a passeggiare, lui ha tutti i suoi parchi qui in giro, ci sono tante aree verdi attrezzate”.

E anche ora è arrivato il momento della sua passeggiata: Mirko arriva in borghese col guinzaglio in mano, Ruben scodinzola come un pazzo, è felice, ora va in giro a salutare tutti i suoi amichetti.

Ciao a tutti, ora il cane pompiere stacca, ha finito il turno e si concede ai suoi fan del quartiere. Occhio a incontrarlo e… guai a non riconoscerlo!

 

 

Testo e foto di Maria Paola Gianni

 

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