martedì , 17 ottobre 2017
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Thai

Thai: il Siamese Old Style

Origine: Thailandia, cioè l’antico Siam
Ascendenza: gatti dei templi e gatti di casa
Peso: da 3 a 5 kg, la femmina è leggermente più piccola del maschio
Ibridazioni: nessuna
Temperamento: ipersensibile, vivace e intraprendente

Elegante, raffinato, armoniosamente muscoloso, quegli occhioni blu, che spiccano nel muso ‘a mascherina’, e il tipico mantello chiaro, che diventa nettamente più scuro sulle punte, il Thai è uno dei felini domestici più amati e conosciuti.

La maggior parte delle persone però, sbagliando, lo prende per un Siamese. Errore più che comprensibile, vista la storia di questo gatto, costretto suo malgrado a cambiare nome. Il Thai, infatti, non è altro che il Siamese di antiche origini, approdato in Europa alla fine dell’800. Agli inizi del XX secolo era il felino domestico ‘à la page’, coccolato ed esibito con orgoglio da chi poteva permettersi il ‘lusso’ di acquistare un animale elegante e blasonato. Aveva moltissimi fan, conquistati dal suo carattere straordinario, dal raffinato look della sua pelliccia sfumata in chiaroscuro, dal musetto espressivo, illuminato da uno sguardo angelico.

Negli anni ’60 però gli allevatori, contagiati dal desiderio di rinnovamento tipico dell’epoca e influenzati dall’atteggiamento dei giudici di gara, incrociando questi gatti con esemplari di razza Oriental, Shorthair e Balinesi, iniziarono a operare una selezione che ne accentuava alcune caratteristiche morfologiche: la testa divenne piccola e appuntita, la linea slanciatissima, le orecchie molto grandi, le zampe estremamente sottili.

Le linee genetiche degli esemplari Old Style, più morbidi e meno estremi nella forma, vennero così drasticamente modificate, rischiando l’estinzione. Il suo aspetto familiare era però rimasto nel cuore di alcuni allevatori, che si dedicarono alla protezione degli esemplari originali. Ma per recuperare il modello ideale del Siamese ‘vecchio tipo’ era ormai inevitabile trovargli un nuovo nome: Thai o Siamese Old Style.

Impegno e  cure mediche del Thai

Affettuosissimo ed espansivo, ha bisogno di vivere con una persona sensibile e paziente, disposta a dedicargli tempo e attenzioni: se si sente trascurato arriva a soffrire di gravi forme depressive, però, se abituato fin da piccolo è disposto a viaggiare senza problemi.

Allevato e protetto per secoli nei palazzi principeschi, è amante del comfort e delle comodità: a causa del pelo corto e delle sue origini quasi equatoriali, teme il freddo. Ha bisogno di cuccette tiepide e pulite, sistemati in diversi angoli della casa, ma ‘si adatta’ con estrema naturalezza anche a dormiresu letti e divani, oppure in cima ad armadi e pensili di cucina, che sono spesso i luoghi più caldi della casa. Il suo ‘habitat naturale’ è in pratica l’ambiente domestico, dove riesce comunque a esibirsi in mille acrobazie: per scoraggiarlo dal mettere a dura prova tendaggi e suppellettili, è bene permettergli di salire sopra i mobili e regalargli magari un bel trespolo, su cui possa arrampicarsi in libertà.

Essendo un gatto atletico e muscoloso, apprezza anche la vita all’aria aperta, ma è spesso un po’ troppo ingenuo rispetto ai pericoli oggettivi.

Appartenendo a una razza naturale, che non ha subito pesanti interventi selettivi, è forte, sano e decisamente longevo. E’ fortemente intollerante al lattosio (latte, latticini e formaggi) e tollera poco anche le carni rosse (di cui non ha gli enzimi digestivi), perciò questi alimenti vanno totalmente eliminati dalla sua dieta.

Pelo del Thai

Corto e setoso, non richiede cure particolari: per renderlo ancora più bello e lucente basta lisciarlo con un panno morbido; solo nel periodo della muta va spazzolato bene ogni giorno, per rimuovere tutto il pelo morto.

Socialità del Tahi

Curioso ed espansivo, raffinato e chiacchierone, il Thai adora partecipare alla vita familiare e cerca spesso il contatto fisico: se il padrone gironzola per casa, lui gli balza in spalla per farsi trasportare da una stanza all’altra; se sta comodamente seduto in poltrona, gli si acciambella in grembo per farsi coccolare; se qualcuno rientra con i sacchetti della spesa, si precipita ad ispezionarne il contenuto. Insomma, non perde occasione per dimostrarsi un compagno di vita affettuosissimo, talvolta perfino un po’ ‘appiccicoso’ e possessivo.

Attivo, esuberante e mai aggressivo, detesta la solitudine, e tende alegarsi in particolar modo a uno dei componenti della famiglia, senza però trascurare l’affetto e le attenzioni degli altri.

Da gran chiacchierone qual è, si esprime con un’ampia gamma di miagolii, variandoli di tono e intensità in maniera quanto mai espressiva per ‘intavolare lunghi discorsi’ quando ritiene di avere subito gravi torti e quando viene redarguito. Dotato di un’intelligenza fuori dal comune, fedele e comunicativo come un cane, comprende comunque presto e bene quali sono le regole da rispettare, riuscendo addirittura a cogliere le sfumature nel tono della voce di chi lo accudisce.

Di Giulia Settimo (riproduzione vietata)
foto di Roberto Della Vite