mercoledì , 16 agosto 2017
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Bengal

Bengal: piccolo leopardo ultradomestico

Razza: Bengal
Origine: Stati Uniti, 1983
Ascendenza: gatto-leopardo asiatico, gatti di casa, Mau egiziano, gatti di strada indiani
Peso: 5-6 kg la femmina, 8-9 kg il maschio
Ibridazioni: nessuna
Temperamento: vivace, affettuoso, giocherellone

Ancora piuttosto raro in Europa, dove è stato riconosciuto ufficialmente solo nel 1991, il Bengal appartiene a una delle ultime razze che si sono affacciate all’universo felino.

Era stato selezionato per la prima volta nel 1963 dalla genetista americana Joan Sudgen che, incrociando un gatto domestico con la sua femmina di Felis Bengalensis, si proponeva di conservare alcune caratteristiche del gatto-leopardo asiatico. Dieci anni dopo, l’Università della California ripeté l’esperimento nell’ambito di uno studio sul virus responsabile della leucemia felina. Il gatto-leopardo, che ha un patrimonio genetico compatibile con quello del comune gatto domestico, è infatti immune da tale malattia. I risultati non furono quelli attesi, ma il lavoro degli scienziati portò alla creazione della nuova razza Bengalese: uno splendido animale, sorprendentemente simile ai grandi felini selvatici nell’aspetto, nello sguardo e nelle movenze.

Ha un corpo lungo e muscoloso, da vero atleta, con grandi zampe forti e potenti, un muso pieno e largo, con cuscinetti dai baffi prominenti. Le macchie del mantello, fitto, morbido e setoso, sono grandi e disposte in anelli o in rosette.

Impegno e cure mediche del Bengal

Il Bengal è un gatto indipendente, ma soffre molto la solitudine, ha bisogno di compagnia e di contatto umano, non può stare troppo tempo lontano dal padrone, con il quale sviluppa un profondo legame.

Tendenzialmente il Bengal è forte e robusto, è però molto goloso e ha un apparato digerente un po’ delicato, perciò la sua alimentazione deve essere di qualità, leggera e non troppo ricca.

Molto attivo e sempre curioso di sapere che cosa succede intorno a lui, questo magnifico gattone si adatta benissimo alla vita in appartamento, a condizione di poter manifestare la sua irruenza senza incorrere in troppi divieti.

Avendo ereditato dai suoi antenati eccezionali doti atletiche, ha bisogno di spazio per saltare, arrampicarsi, fare del moto. Ama cacciare e perfino sguazzare nell’acqua. Adora arrampicarsi in alto per piazzarsi in cima ad armadi e librerie, dai quali osserva con grande interesse tutti i movimenti degli umani di casa, perciò apprezza molto gli spazi organizzati tenendo conto di questa sua esigenza. Segue il padrone in ogni stanza, per controllarlo nelle sue attività: si infila nelle borse della spesa, per vedere che cosa si è comprato, ‘aiuta’ a svuotarle, cacciandosi in tutti gli armadi e ripostigli, poi le usa per giocarci a nascondino.

Socialità del Bengal

Il Bengal estremamente socievole con i componenti della famiglia, può essere un po’ timido e schivo nei confronti degli estranei.

Ha un’intelligenza davvero fuori del comune ed è un grandissimo giocherellone, veloce e scattante: se cade in terra il tappo di una bottiglia, gli basta un secondo per impadronirsene e portarlo via come ‘trofeo di caccia’; se si apre il frigorifero, arriva subito a vedere, caso mai ci fosse qualche cosa di interessante, da mangiare o da usare come giocattolo. Naturalmente, anche l’interno della lavatrice e della lavastoviglie non sfuggono alla sua curiosità: basta un attimo di distrazione e lui rischia di farcisi chiudere dentro.

Il Bengal è il compagno ideale delle persone alle quali piace l’idea di avere in casa un po’ di giungla, desiderose di passare molto tempo insieme al loro ‘leopardino domestico’ e capaci di garantirgli tante coccole, permettendogli al tempo stesso di comportarsi da autentico felino. Ha un forte lato istintivo, ma, quando vuole lui, sa essere anche dolcissimo, espansivo e coccolone. A volte però non vuole proprio essere disturbato. Magari si accoccola sulle ginocchia, cercando il contatto fisico, ma se si cerca di prenderlo in braccio come un bambolotto, facilmente si ribella.

Pelo del Bengal

Per quanto folto, il suo mantello corto e lucido non necessita di cure particolari; va spazzolato più frequentemente solo nel periodo della muta, per eliminare i peli morti.

Testo di Giulia settimo (riproduzione vietata)

Foto di Corrado Bonomo

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