lunedì , 11 dicembre 2017
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Animal Hoarding: quando sono troppi?

Animal Hoarding: l’identikit

Animal Hoarding è il nome di un particolare disturbo che porta le persone ad ammassare animali, quasi come se fossero oggetti, in modo ossessivo e compulsivo. Chi soffre di Animal Hoarding è incapace di riconoscerne gli effetti, poiché è convinto di essere l’unico a poter prendersi cura degli animali in maniera adeguata e nessun altro sarebbe in grado di trattarli come li trattano loro. Da qui la ritrosia ad affidare questi animali a terzi.
L’ossessione ad aumentare il numero degli animali di cui si occupano, nonostante la situazione sfugga di mano, è costante e avviene o direttamente, ricercando gli animali sul territorio, o attraverso il web; oppure accogliendo quello che viene loro proposto da associazioni o privati. Inoltre, la mancata sterilizzazione fa parte dell’acquisizione passiva e causa a sua volta un incremento esponenziale.
Animal Hoarding: profilo del disturboNon rendendosi conto della situazione precaria in cui vive, l’hoarder è scarsamente o per nulla collaborativo con chi interviene per cercare di risanare la situazione, sia che si tratti di amici o familiari, generando uno stato di isolamento tipico di questa patologia. A ciò si aggiunge il timore di dover rinunciare alla custodia degli animali e di conseguenza la difficoltà a fare entrare qualcuno nella propria realtà.

Ma quando si parla di un gran numero di animali, cosa si intende? “È difficile stabilire con precisione una cifra”, dice una veterinaria comportamentalista, “ma in generale si intende un numero di animali troppo alto per la situazione considerata, ossia il numero di animali che mediamente è presente, in un appartamento, un terreno, un giardino, un abitazione. E una seconda caratteristica perché si parli di Animal Hoarding è che il numero di animali superi la capacità del proprietario di prendersene cura in maniera adeguata per quanto concerne le risorse economiche, che sono necessarie per il mantenimento e la cura, per quanto riguarda i limiti di spazio da cui deriva l’impossibilità di garantire un minimo di qualità di vita a ogni animale ospitato, per la capacità di riconoscere e gestire le esigenze fisiologiche ed etologiche della specie ospitata”.

Ed ecco, infine, le caratteristiche che identificano un Animal Hoarder

  • Mancata prestazione di standard minimi: servizi igienico-sanitari, spazio, nutrizione e cure veterinarie
  • Incapacità di riconoscere gli effetti sul benessere di animali, umani e ambiente, e difficoltà di dare gli animali in adozione
  • Tentativi ossessivi nel costruire o mantenere una collezione di animali di fronte al degrado progressivo, attivamente o passivamente
  • Negazione o minimizzazione di problemi e condizioni di vita di persone o animali, creando una forte chiusura sociale

Abbiamo già parlato di questo argomento in un altro articolo, che puoi leggere a questo collegamento. Inoltre, l’abbiamo largamente analizzato sul numero di febbraio della nostra rivista. Se l’hai persa, puoi leggerlo comodamente sul tuo computer, tablet o smartphone, basta scaricare la App da questo collegamento.