giovedì , 19 luglio 2018

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Come avvicinare un gatto randagio o spaventato

Chi non è abituato a interagire con i gatti spesso scambia per aggressività un momento di paura dell’animale. Può capitare che un gatto, solitamente calmo e socievole, diventi improvvisamente scostante. Può anche capitare di doversi avvicinare a un gatto spaventato, ad esempio durante la visita veterinaria, e doverlo tranquillizzare, per evitare che reagisca aggressivamente.

Cosa fa un gatto spaventato

Per capire se un gatto è spaventato bisogna cogliere i segnali che ci lancia. Innanzitutto tende e nascondersi, in angoli bui, sotto ai mobili o in alto, evitando il contatto fisico con gli esseri umani e con i suoi simili.

Fra i segnali fisici più evidenti ci sono pupille dilatate, occhi spalancati, orecchie abbassate, posizione accucciata.

Come tranquillizzare il proprio gatto

Una volta capito che il gatto è effettivamente spaventato, occorre adottare dei comportamenti che lo tranquillizzino. Diversi a seconda che si tratti del gatto di casa o di un gatto randagio che vogliamo aiutare.

Se il gatto ci conosce il compito è più semplice. Si ha più dimestichezza con lui, se ne conoscono le abitudini e si può individuare quale sia la causa scatenante della paura che dimostra.

  • Quando vengono estranei: se un gatto si mostra spaventato solo quando in casa entrano degli estranei in realtà sta avendo un comportamento abbastanza normale e comune, data la diffidenza insita nei felini. Per aiutarlo si può predisporre una cuccia in una zona appartata, ma non completamente distaccata e con accesso alle altre zone della casa, in questo modo il micio potrà osservare, valutare che non c’è pericolo e decidere se vuole uscire o spostarsi negli ambienti.
  • Quando usiamo un elettrodomestico: aspirapolveri, phon, frullatori e altri oggetti rumorosi possono destare la paura di un gatto, che ha un udito finissimo. In questi casi occorre rassicurare l’animale accarezzandolo lungo tutto il corpo (se ce lo permette) e distrarlo con un gioco a lui gradito. Fondamentale è lasciargli il modo di allontanarsi durante l’uso dell’elettrodomestico, in maniera da riuscire a ridurre autonomamente il grado di stress.
  • Quando ha paura di noi: questo è il caso più angosciante per i proprietari di gatti. Cosa fare se il nostro adorato micio ha paura di noi? Le motivazioni possono essere innumerevoli e purtroppo lui non ha modo di spiegarcele. In questo caso occorrerà un percorso di riabilitazione della fiducia, che di solito parte dal cibo, offrendoglielo nella mano e dandogli il tempo di annusare e avvicinarsi con cautela, il tutto senza rumori e fonti di distrazione esterne.
  • Quando ha paura di un altro gatto: quando si hanno più animali in casa o quando si vuole introdurre un nuovo felino possono scatenarsi reazioni di diverso genere. I gatti sono animali territoriali, che temono l’arrivo di un estraneo peloso. In questo caso l’incontro tra gli animali deve essere geaduale e nel tempo si dovrà sempre mantenere un’estrema equità di trattamento, fornendo a tutti le stese attenzioni in termini di cibo, spazio, coccole e tempo.

Come tranquillizzare un gatto randagio

Se vuoi aiutare un gatto randagio, perché è in pericolo, perché è ferito o perché lo vuoi adottare dobbiamo riuscire ad avvicinarlo e a conquistare la sua fiducia. Di sicuro non è cosa semplice.

Un gatto randagio può aver subito innumerevoli traumi, dovuti a maltrattamenti dell’uomo, ma anche a interazioni sbagliate, magari con i bambini. In generale i gatti giovani sono senz’altro più addomesticabili e facili da tranquillizzare. Non bisogna, però, perdere la speranza, anche un gatto adulto e abituato a vivere per strada può diventare un ottimo compagno di vita casalinga.

Ecco alcuni consigli per avvicinare un gatto randagio e conquistare la sua fiducia:

  • Non tentare inseguire, intrappolare o prendere un gatto timoroso. Di sicuro reagirà con aggressività e molto probabilmente non si fiderà mai più di te.
  • Non avere fretta, è un percorso graduale che va fatto secondo i ritmi imposti dall’animale. A ogni passo falso bisognerà ripartire da capo.
  • Mantenersi sempre a distanza, lasciando che sia il gatto a decidere di avvicinarsi.
  • Non sovrastare il gatto, bisogna sempre accucciarsi a terra e dargli modo di annusare, senza essere toccato in nessuna parte del corpo.
  • Se sei riuscito a stargli vicino mentre mangia vuol dire che l’obiettivo è vicino, bisogna, però, riuscire a toccarlo. Si parte da una piccola carezza, se non scappa si può continuare, sempre restando pronti a cogliere ogni segnale di fastidio.
  • Una volta che si fa accarezzare si può provare a farlo venire all’interno, usando il cibo come esca. Deve essere sempre lui a decidere tempi e modi, un gatto costretto è un gatto infelice.

Se devi portare il gatto con un trasportino, copri quest’ultimo con un telo, ma prima di fare qualsiasi spostamento aspetta almeno dieci minuti, in maniera che abbia tempo di ambientarsi e calmarsi. In casa portalo in una stanza la cui porta si possa chiudere, abbastanza ampia da consentirgli spostamenti e di posizionarsi lontano da te. All’inizio sarai il suo nemico e non varrà starti vicino, ma poi pian piano e con tanta pazienza potrete diventare amici.

I gatti sono animali speciali, che sanno donare tanto affetto e tante gioie, se si impara a comprenderne il linguaggio.

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