venerdì , 20 aprile 2018

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Ben e Shana, i Golden Retriever che accompagnano le emozioni

Erano sei anni che Stefano non vedeva il suo papà. Gli avevano raccontato che era in Brasile per lavoro. Nel corso delle telefonate, il papà gli riferiva che stava pescando al mare o che stava raccogliendo conchiglie dalle forme più variegate che avrebbe poi regalato a lui. Stefano da tempo, da troppo tempo, aveva cominciato a fare risparmi, accantonando i soldini delle mance, ma i soldi non erano mai sufficienti per comperare il biglietto aereo per andare a incontrare il genitore.

Il papà è detenuto a San Gimignano

Stefano cominciava a non farcela più, stava infatti cedendo dal punto di vista psicologico. In realtà papà Ramon era in un luogo meno ameno e affascinante. Era, infatti, nel carcere di S. Gimignano. L’idea di non dire la verità a Stefano l’aveva avuta la mamma nell’intento di non farlo soffrire e di proteggerlo dai pregiudizi degli altri bambini. Ramon, detenuto per traffico di stupefacenti, soffriva particolarmente la distanza dal figlio, così si è rivolto alla psicologa del carcere, Michela Salvetti, che lo ha convinto a dirgli la verità. Il figlio aveva diritto di sapere il perché della loro separazione per poter costruire un reale rapporto con lui e con se stesso.

Sotto la sua guida, Ramon ha iniziato a scrivere lettere al figlio, nelle quali gli raccontava che in realtà si trovava in Italia, ma in un luogo dal quale non poteva allontanarsi perché aveva fatto qualcosa di sbagliato e dove lui un giorno avrebbe potuto andare a trovarlo. Stefano non riusciva a comprendere. Provò, infatti, a insistere perché il papà andasse a casa sua almeno per il suo compleanno, ma suo padre dovette spiegargli che non era possibile. Fu compito della mamma che viveva con lui dirgli in modo chiaro che il padre era detenuto in un carcere, accogliendo così il suo sconforto, la sua rabbia, garantendogli la necessaria consolazione. Questa comunicazione era troppo complessa per essere scritta su una lettera a distanza e il bambino, a tal fine, iniziò un percorso con una psicoterapeuta.

Lì c’erano anche Ben e Shana…

Il padre inizia, invece, a scrivergli che nel carcere c’erano dei bellissimi cani, Ben e Shana, che avrebbe voluto farglieli conoscere. Nel carcere di San Gimignano, in Toscana, la direzione ha attivato un progetto sulla Paternità condotto da psicologi ed educatori volto a migliorare le relazioni e la comunicazione tra padri detenuti e figli in visita. Nell’ambito di questa iniziativa sono iniziati degli incontri tra i familiari dei detenuti in visita e i cani dell’associazione “Do Re Miao!” che realizza progetti di pet therapy. Ben e Shana, due splendidi Golden Retriever, hanno accolto i bambini nei momenti per loro più difficili: l’entrata in carcere, luogo che incute loro un blocco emotivo e un disarmante senso di paura, e l’uscita, quando sono costretti a lasciare i loro papà, non sapendo quando riusciranno a rivederli.

È avvenuto così che, in un bel mattino di maggio, Stefano è arrivato con la sua mamma e, ad accoglierlo all’ingresso del carcere, c’erano proprio i due bellissimi amici a quattro zampe. Ben e Shana lo hanno scortato tra i poliziotti, passando con lui il metal detector fino al giardino dove lo aspettava il suo emozionatissimo papà.

Giornata indimenticabile

La psicologa Michela Salvetti, commossa al ricordo, commenta così il momento dell’incontro:

“È stata un’esperienza davvero toccante e gratificante riuscire a fare rincontrare in modo spensierato padre e figlio, dopo un logorante periodo di sofferto distacco. Ben e Shana in questo sono stati preziosi e fondamentali, perché hanno protetto il bambino dall’impatto emotivo di rivedere il papà dietro le sbarre, in un carcere, rendendo questo luogo meno ostile e freddo. Ben e Shana sono stati dei facilitatori della loro comunicazione, dei delicati e affettuosi compagni di gioco che hanno vegliato sul loro incontro”.

Quando, poi, Stefano ha lasciato il papà, dopo avere accarezzato a lungo Ben e Shana, è stato scortato in compagnia della mamma verso l’uscita. In questa occasione entrambi, padre e figlio, erano certi che si sarebbero incontrati nuovamente. Stefano, allontanandosi stringeva tra le braccia un piccolo peluche a forma di cane, magnifico oggetto transizionale, ricordo di una giornata indimenticabile, in attesa che un giorno il padre gliene regalasse uno vero. Da allora sono passati due anni. Ramon continua a vedere regolarmente il figlio e, tra poco, uscirà dal carcere. Nei loro cuori entrambi conservano un senso di gratitudine verso Ben e Shana che li hanno aiutati a ricucire un angosciante strappo affettivo che durava da troppo tempo. Nessuno dei due li dimenticherà.

Chi è “Do Re Miao!”

L’associazione di promozione sociale “Do Re Miao!” nasce dieci anni fa (nell’agosto 2007) con l’intento di coniugare i contributi beneficiali della musica e della relazione con gli animali non umani in progetti integrati di supporto e terapia a soggetti con vario tipo di disagio fisico o psichico. Negli anni l’attività dell’associazione si è sempre più specializzata in due campi:

  • l’Educazione Musicale, che oltre ai percorsi individuali favorisce la crescita non solo artistica, ma anche umana, di giovani e giovanissimi musicisti attraverso la musica d’insieme;
  • i Programmi Assistiti dagli Animali nei contesti detentivi.

A questi due filoni gli operatori affiancano anche attività di ricerca (somministrazione di test psicologici per il rilievo di dati significativi sui benefici della pet therapy), collaborazioni con enti pubblici e università attraverso docenze e seminari, organizzazione di corsi ed eventi presso la nuova sede operativa, la Fattoria dei Barbari, a Partino (Pisa). Tutti gli operatori dell’associazione possiedono le qualifiche necessarie allo svolgimento di Attività, Terapie ed Educazione Assistita dagli Animali, in conformità con le richieste delle linee guida nazionali e in attesa di ricevere l’equiparazione dei titoli. Le figure professionali coinvolte sono: due psicologhe, un medico veterinario specializzato in comportamento, un’etologa-musicista, due istruttori cinofili, due operatori in Iaa. Gli insostituibili collaboratori dell’associazione, ai quali va gran parte del merito dei risultati raggiunti, sono: Aspide, El Niño, Shana, Ben, Sam, Spike, Zoe, Oliver, Gep, Pippo, Buffy, Wallace, Brenda.

Info: presidente Barbara Bellettini barbara_bellettini@yahoo.it – www.fattoriadeibarbari.it

di Lino Cavedon – Esperto di Interventi Assistiti con gli Animali – linocavedon@gmail.com

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