domenica , 24 settembre 2017
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Tumori-mammari

I tumori mammari

I tumori mammari nelle cagnette sono una patologia molto frequente e pericolosa. Le femmine di questa specie hanno ben dieci mammelle, ed essendo pluripare, hanno una produzione ormonale massiccia che ha come bersaglio, almeno in parte, le mammelle stesse.

Per rendersi conto di quanto sia “potente” la secrezione ormonale della cagna basterà porre l’attenzione sulla frequenza con cui si verifica, a circa due mesi dal calore, la cosiddetta “pseudogravidanza”, situazione parafisiologica nella quale l’assetto ormonale post-ovulatorio è tale da simulare la gravidanza vera, con turgore mammario, presenza di latte e modificazioni psicologiche profonde di tipo gravidico (fare la tana, allattare prole altrui, appetito capriccioso….). È intuitivo che un apparato così complesso sia naturalmente predisposto alle patologie, tra cui le neoplasie.

I tumori si possono presentare in forma singola o disseminata, possono avere crescita lenta o rapida, sono pressoché sempre maligni ed hanno il polmone come organo classicamente bersaglio di eventuali metastasi. La citologia e la biopsia spesso non danno indicazioni molto utili; si tratta per lo più di adenocarcinomi, ma la classificazione istologica non ci indica con precisione il grado di invasività e di pericolosità.

Empiricamente si dice che tutto ciò che è intorno al centimetro andrebbe asportato, e che è molto più pericoloso un nodulo, magari piccolo, ma a rapida crescita, rispetto ad uno più grande ma stabile nelle dimensioni. La chirurgia è la scelta standard, abbinata o meno alla chemioterapia; l’asportazione di una sola mammella si può praticare nelle forme molto ben localizzate, altrimenti si opta per l’escissione di più mammelle o di una intera fila, spesso seguita dall’altra a breve distanza.

Prima della chirurgia è d’obbligo effettuare esami Rx al torace (ed eventualmente ecografia addominale o Tc total body) per scongiurare la presenza di metastasi. Normalmente il chirurgo procede anche ad ovarioisterectomia (ove non fosse stata già fatta), anche se il valore protettivo di quest’ultima è reale solo se viene praticata in giovane età. A tale proposito ricordiamo che la sterilizzazione precoce (entro il primo anno) è preventiva delle patologie mammarie in modo quasi totale.

Di Alessandro Arrighi (Riproduzione vietata)