Home | Cani | Come parla il cane? La comunicazione intraspecifica

Come parla il cane? La comunicazione intraspecifica

La comunicazione, processo alla base di ogni relazione sociale, avviene quando un animale risponde al segnale emesso da un altro animale e modifica di conseguenza il suo comportamento. Il principale sistema di comunicazione del cane è quello olfattivo: il senso dell’olfatto è talmente sviluppato nel cane che, si può dire, si configuri il mondo sotto forma di “immagini olfattive”. La comunicazione olfattiva avviene tramite il deposito di odori che permangono per lungo tempo nell’ambiente (feci, urine, secrezioni dei sacchi anali) e che servono al cane per identificare altri soggetti, nonché per marcare il territorio soprattutto in presenza di odori di altri animali.

Olfatto e marcatura territoriale

La marcatura territoriale con urine è opera sia del maschio che della femmina attraverso la deposizione dei feromoni, vale a dire di sostanze similormonali, in essa presenti. A volte si osservano i cani raspare con le zampe nel terreno: tale comportamento serve a spargere l’odore e non, come spesso i proprietari pensano, a coprire le feci. Quando i cani si annusano il posteriore è per percepire l’odore, altamente individuale, dei sacchi anali.

Abbaio, guaito, mugolio, ululato e ringhio

La comunicazione acustica è, invece, abbastanza semplice nel cane: l’abbaio è un richiamo che viene espresso, soprattutto dai soggetti giovani, nel gioco, nel saluto, per richiamare l’attenzione o per minaccia e difesa. Il guaito è un “pianto”, indica malessere o bisogno di aiuto, mentre il mugolio indica ansia, frustrazione o ricerca di attenzione. L’ululato è un richiamo territoriale, molto marcato nel lupo e nelle razze nordiche o emesso in risposta a suoni particolari come le sirene. Il ringhio, infine, indica minaccia, in quanto corrisponde alla prima fase del comportamento aggressivo.

Comunicazione acustica: per loro è meno importante

La comunicazione acustica nel cane è meno importante rispetto ad altri sistemi. Noi siamo una specie estremamente verbale e tendiamo a parlare molto anche nella comunicazione con i cani per i quali, però, le nostre parole rappresentano solo segnali “paraverbali” assumendo importanza in base al tono e al contesto di emissione. Forse la qualità di vita dei cani potrebbe aumentare molto se partissimo dal presupposto che … non parlano l’italiano! Molti proprietari si lamentano del fatto che i loro cani siano “disobbedienti” perché non fanno ciò che viene loro richiesto, eppure spesso non ci si chiede se il cane abbia realmente capito cosa si desidera da lui.

Preferiscono luce debole, sono dicromatici

Per quanto riguarda la visione, i cani vedono meglio con luce debole e sono dicromatici, vale a dire vedono nelle gamme del blu e del giallo (verde). La comunicazione visiva del cane viene convenzionalmente descritta nei termini dei segnali di dominanza e subordinazione emessi dal lupo all’interno del branco. In realtà il processo di domesticazione del cane ha portato all’affermarsi, in questa specie, di una serie di caratteristiche infantili, nonché di estreme modificazioni morfologiche che hanno influenzato le strutture utilizzate nella comunicazione, in particolare il muso, l’area attorno agli occhi, le orecchie e la coda.

Loro emozioni, mimica facciale e postura del corpo

Ad ogni modo è possibile riconoscere lo stato emotivo dei cani osservandone la mimica facciale e la postura del corpo: un cane rilassato porterà orecchie e coda in posizione rilassata; quando assume una postura di allerta, la coda e le orecchie vengono dirette verso l’alto.  

Cane aggressivo, pelo ritto

Se il cane diventa più aggressivo, il pelo sulle spalle e sulla groppa si solleva e le labbra vengono sollevate, le orecchie sono portate in avanti e la coda può essere mossa, con l’aumentare dell’aggressività il cane comincia a ringhiare, mantenendo una postura eretta. Quando un cane ha paura ritrae le orecchie all’indietro e porta la coda tra le zampe, se è sottomesso assumerà una postura bassa fino a disporsi sul lato mostrando il ventre, leccherà le labbra dell’altro individuo e gli rivolgerà sguardi brevi e non diretti.

Osservare l’intera corporatura

Quando guardiamo il cane e cerchiamo di interpretare il significato dei suoi segnali dobbiamo sempre fare attenzione all’intero corpo, ogni singola parte costituisce una “lettera” e solo nel complesso possiamo comprendere le “frasi”. Il sollevamento del pelo sul dorso, per esempio, non significa necessariamente aggressività, ma solo reattività e viene manifestato anche nei cani preoccupati o eccitati. Quando un cane scodinzola, non necessariamente ha intenzioni pacifiche, una coda mossa a scatti e sopra la linea del dorso può significare minaccia. Interpretare il linguaggio del cane utilizzando un rigido schema di posture dominanti e sottomesse nasconde il rischio di non prestare attenzioni alle numerosissime e meravigliose sfumature della comunicazione.

Segnali calmanti

È stata valutata, per esempio, l’esistenza di una serie di segnali (girare la testa o il corpo, leccarsi il naso, immobilizzarsi, sedersi, mettersi a terra, sbadigliare, annusare, compiere una traiettoria semicircolare, scodinzolare, alzare una zampa anteriore ecc) utilizzata dai cani al fine di evitare conflitti, prevenire interazioni negative, evitare minacce, calmare nervosismi, calmare sé stessi e altri individui, dire che si hanno buone intenzioni. Tali segnali vengono utilizzati dai cani anche nella comunicazione con l’uomo e sono forse alla base di alcuni dei numerosi fraintendimenti comunicativi legati a una errata interpretazione degli stessi da parte di noi umani. I proprietari tendono a interpretare questi segnali come manifestazioni di sottomissione, “il cane sa di aver sbagliato”, mentre in realtà l’animale sta solo cercando di placare l’evidente nervosismo del suo compagno umano.

Fraintendimenti cane-proprietario

Gran parte dei problemi comportamentali dei cani e degli episodi di aggressività deriva da un’errata comunicazione cane-proprietario. Molti proprietari pensano che il loro animale sia “dominante” perché gli ringhia quando lo rimproverano mentre, in realtà, il linguaggio posturale del cane indica che l’animale sta in tutti i modi cercando di evitare un episodio aggressivo. La maggior parte degli episodi di aggressività non deriva dal tentativo del cane di “controllare” il proprietario, ma piuttosto dal tentativo del cane di controllare la situazione, e potrebbero essere evitati se si imparasse a osservare attentamente e a comprendere i segnali che il cane manda, sempre, prima di aggredire.

  • Comunicazione vuol dire sintonia: Gran parte dei problemi comportamentali dei cani e degli episodi di aggressività deriva da un’errata comunicazione cane-proprietario. Nel cercare di capirli dobbiamo valutare tutto il corpo.
    Se alza la zampa o fa un semicerchio: Se Fido gira la testa o il corpo, si lecca il naso, sta immobile, si siede, si mette a terra, sbadiglia, fa una traiettoria semicircolare, scodinzola, alza la zampa anteriore, sono tutti segnali calmanti per cercare di prevenire interazioni negative, evitare minacce e calmare nervosismi di sé e altri individui.
    Se scodinzola: Quando un cane scodinzola, non necessariamente ha intenzioni pacifiche: una coda mossa a scatti e sopra la linea del dorso può significare minaccia.

di Ludovica Pierantoni
Medico veterinario, dipl. Ecawbm, specialista in Etologia applicata e benessere degli animali, master in medicina comportamentale, resp. Can ssdrl Napoli

© Riproduzione riservata