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La legge contro gli animali nei circhi in Italia

Lo scorso 8 novembre la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva e in grande maggioranza – ben 265 voti a favore e 13 contro – la legge delega di “riordino del settore dello Spettacolo”. Tale riordino contiene, tra l’altro, una norma “ad hoc” su circhi e spettacoli viaggianti che prevede “il graduale superamento della presenza degli animali”.

Soddisfazione parziale delle associazioni

La norma è stata ricevuta con parziale e dubbia soddisfazione dalle associazioni animaliste le quali, per lo più, accolgono positivamente la trasformazione in legge di un impegno già assunto singolarmente da alcuni operatori del settore, o imposto in via regolamentare da alcuni Comuni. Legge che però poteva essere migliore.

Altre, infatti, contestano la formulazione un po’ fumosa della norma che, con la dicitura “graduale eliminazione” degli animali negli spettacoli, non assicura un termine preciso entro il quale verrà bandita in via definitiva la presenza di animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti. La norma diviene, dunque, legge a distanza di un anno e mezzo dalla presentazione del disegno di legge numero 2287, ad opera del ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini, in accordo con il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan, avvenuta nel mese di marzo 2016.

Circensi vs Animalisti

L’iter normativo della legge ha visto contrapposti i rappresentanti circensi e gli animalisti: mentre i primi si sono battuti a difesa di un settore a loro dire già colpito da limitazioni e da ristrettezze economiche, i secondi hanno trovato il sostegno dell’Enpa e di alcune associazioni, tra cui la Lega Antivivisezione (Lav), la quale sottolinea come la scelta del ministro Franceschini consenta di riallineare l’Italia con la maggioranza dei Paesi europei che hanno già emanato divieti totali o parziali di utilizzo degli animali nei circhi, adattandosi a una concezione di spettacolo e di rispetto degli animali più al passo con la sensibilità collettiva.

Ventuno Paesi lo hanno già vietato

Attualmente, i Paesi che in Europa hanno introdotto divieti di utilizzo degli animali nei circhi sono già 21: da quelli totali (Malta e Grecia), a quelli relativi agli animali selvatici, a limitazioni parziali relative ad alcune specie. In questo quadro si inserisce anche la Catalogna che, dopo aver messo al bando la corrida, ha previsto un termine entro il quale adeguarsi al divieto di utilizzo degli animali.

Gli sviluppi della normativa sono dovuti anche a inequivocabili prese di posizione da parte del mondo scientifico. Risale infatti ad agosto 2015 la posizione ufficiale della Federazione europea dei veterinari, secondo la quale “l’uso di mammiferi esotici, specialmente elefanti e grandi felini (leoni e tigri), nei circhi riflette una visione tradizionale, ma obsoleta, degli animali selvatici. Questi animali hanno lo stesso patrimonio genetico dei loro simili che vivono in natura, e mantengono, perciò, gli stessi comportamenti istintivi e bisogni naturali che non possono essere soddisfatti in un circo itinerante”.

D’altra parte in giurisprudenza si riscontrano diverse sentenze di condanna a carico dei circhi per aver detenuto in condizioni incompatibili con la loro natura e le loro caratteristiche etologiche gli animali utilizzati negli spettacoli (elefanti tenuti legati in modo continuativo a catene corte; animali malati, prigionieri di gabbie inadeguate e quasi sempre troppo strette per loro, sporchi, a volte denutriti).

Lo Stato li finanzia 5.5 milioni di euro l’anno

Lo Stato Italiano versa ai circhi contributi pubblici (nostre tasse) per un totale di 5.5 milioni di euro annui per il mantenimento degli animali, dei quali 250.000 euro proprio l’anno scorso sono stati elargiti a circhi poi denunciati per maltrattamenti nei confronti degli animali. È comprensibile, quindi, l’attaccamento alle vecchie abitudini da parte di circensi, veterinari, etologi e altri addetti che lavorano in questo settore. Via animali = via soldi statali. Ma non vuol dire via lavoro.

Le dichiarazioni delle associazioni

Per gli animali è un’occasione mancata

La presidente dell’Enpa, Carla Rocchi, ricorda che “siamo uno degli ultimi Paesi ad accettare gli spettacoli circensi con gli animali: un’esposizione vergognosa di un atteggiamento anti-culturale, il residuo di un mondo tardo-ottocentesco. Il testo approvato dal Parlamento è un evidente compromesso al ribasso. Resta, per questo, tanta amarezza”, commenta la presidente nazionale di Enpa, Carla Rocchi. “La vera sfida è dare senso e significato a una formulazione decisamente vaga e priva di contenuto. La palla ora passa al governo: auspichiamo che l’esecutivo riempia il vuoto del testo normativo fissando tempi definiti e criteri certi per la dismissione degli animali dai circhi. All’esecutivo chiediamo non solo di allineare il nostro Paese a tutti quelli che hanno già detto no allo sfruttamento di animali nei circhi, ma di tenere conto della stragrande maggioranza degli italiani, il 71% dei quali chiede un provvedimento di civiltà”.

Formulazione fiacca e ambigua

“Vigileremo perché il ‘superamento’ sia effettivo e perché ‘graduale’ non diventi il pretesto per lasciar tutto com’è a tempo indeterminato”, avverte l’on. Michela Vittoria Brambilla, presidente del Movimento animalista. “Il progetto di legge approvato dall’assemblea di Palazzo Madama – ricorda l’ex ministro – è arrivato ‘blindato’ nell’aula della Camera, dove sono stati respinti tutti gli emendamenti e qualsiasi tentativo di rendere più stringente l’impegno anche attraverso un ordine del giorno. Resta quindi la fiacca e ambigua formulazione adottata e difesa dal governo durante la discussione al Senato, che lascia spazio a equivoci e non corrisponde alla reale esigenza di tutela degli animali: c’è il rischio concreto che esseri senzienti continuino a soffrire nei circhi chissà per quanto tempo ancora. Il prossimo passo sarà un decreto legislativo, che l’esecutivo (verosimilmente il prossimo) dovrà predisporre. In quell’occasione stabiliremo tempi e modi certi per metter fine davvero a questa vecchia barbarie”.

Prossimo passo il decreto legislativo

“Dopo decenni di silenzio sul tema da parte di Governo e Parlamento, salutiamo positivamente la trasformazione in legge di questo impegno, un importante passo in avanti verso la tutela degli animali e il rilancio di uno spettacolo davvero umano. Anche in Italia non si potranno più utilizzare animali in circhi e spettacoli viaggianti, come già succede in oltre 50 Paesi di tutto il mondo. Sarà un ‘graduale superamento’ e su questo impegno, diventato legge, il prossimo Governo è tenuto a formulare, entro la fine del prossimo anno, un decreto legislativo. La Lav, che si è battuta per una formulazione più netta, vigilerà affinché questo principio venga applicato dal ministro Franceschini o dal suo successore, senza scappatoie e con una data certa per la salvezza definitiva degli animali. Il bicchiere del provvedimento è mezzo pieno, grazie all’estensione non solo ai circhi ma anche agli spettacoli viaggianti, come da noi proposto, della previsione del graduale superamento dell’utilizzo degli animali. La parte più retriva del mondo circense ha provato a far cancellare questo importante comma fino all’ultimo, senza riuscirci”.

di Francesca Zambonin

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