domenica , 24 settembre 2017
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La Romania approva la “legge ammazza randagi”: ricorso ritenuto infondato

La Romania ignora gli appelli di tutta Europa e ora la legge che reintroduce l’eutanasia per i cani randagi dopo 14 giorni dalla cattura è costituzionale.

E’ durata solo quattro ore la seduta della Corte Costituzionale rumena che doveva esprimersi sulla “legge ammazza randagi” approvata dalla Camera dei Deputati lo scorso 10 settembre.

Intorno alle 11.35 (ora italiana) di oggi le agenzie hanno lanciato la notizia, che ha gettato nello sconforto non solo i manifestanti che stazionavano davanti alla Corte dalle prime ore del mattino ma tutte le decine di migliaia di cittadini – in Romania e in Europa – che da due settimane erano scese in piazza per dire no alla legge: la Corte Costituzionale ha ritenuto “infondata la richiesta di revisione” fatta dai 300 senatori.

“Nel giro di 2-3 anni l’Europa emanerà senza dubbio una Direttiva sugli Animali da Compagnia – dichiara la Presidente di Save the Dogs Sara Turetta – e la Romania sarà costretta a rivedere comunque questa legge barbara e senza senso. L’OMS e l’OIE hanno ripetutamente bocciato le uccisioni di massa come metodo per contenere il randagismo conclude amareggiata Turetta – ma i politici rumeni continuano volutamente ad ignorare queste indicazioni. E’ un comportamento inspiegabile, destinato a far soffrire non solo milioni di cani randagi ma anche a creare enormi tensioni sociali tra gli amanti degli animali e coloro che si improvviseranno “giustizieri fai da te”. “

Save the Dogs si è mobilitata nelle scorse settimane, contattando esponenti della politica e della diplomazia europea e incontrando – lunedì 23 settembre – l’Ambasciatore di Romania a Roma, Dana Constantinescu. Inascoltati sono stati i richiami rivolti al Governo rumeno da numerosi Europarlamentari, dalle più grandi organizzazioni animaliste del mondo (tra cui IFAW, Human Society e WSPA) e dalla stessa Angela Merkel, che nei giorni scorsi ha avuto parole di critica nei confronti della nuova legge.

Inutile anche l’appello di 300 esponenti di spicco della società rumena (cantanti, attori, intellettuali) che si sono schierati contro il provvedimento.

Sara Turetta partirà nei prossimi giorni alla volta della Romania per verificare la volontà delle amministrazioni di Cernavoda e Medgidia a proseguire con i progetti portati avanti dall’associazione italiana.

Il provvedimento riporta la Romania al 2001, quando un Decreto Legge diede il via ad una mattanza che solo a Bucarest fece 144.000 vittime, mentre a livello nazionale le cifre non sono mai state rese disponibili ma sono spaventose, visto il numero enorme di randagi presenti sul territorio.

Il problema, come molti problemi di questo paese, risale alla dittatura di Nicolae Ceauşescu che aveva voluto cambiare il volto delle città sostituendo le tradizionali casette con giardino con blocchi condominiali.

In quegli anni, e fino alla caduta e all’uccisione del dittatore nel dicembre 1989, migliaia di cani vennero abbandonati in massa. Quasi nessuno era sterilizzato, si riprodussero e la situazione divenne in qualche anno fuori controllo.

Secondo alcune associazioni animaliste, uccidere i cani randagi in Romania nutre un giro di affari di milioni di euro. Una vera e propria associazione a delinquere, con la spartizione dei profitti fra i politici e i loro partner commerciali

I primi a guadagnarci sono gli accalappiacani, che, denunciava qualche anni fa Il Fatto Quotidiano, a Bucarest per non prendere i cani protetti da una comunità chiedono 25 euro.

Poi ci sono le spese per dare asilo, nutrire, sterilizzare, identificare, eventualmente uccidere tramite l’eutanasia e incenerire i cani dei canili municipali. La gestione dei canili è affidata ad aziende che chiedono cifre molto alte anche se non curano né nutrono gli animali.

Secondo un calcolo di Helping Animals Romania in dieci anni il randagismo non solo non è migliorato, ma è aumentato. E i profitti sono alle stelle. Nella sola Bucarest nel periodo 2001-2007 sono stati spesi quasi 9 milioni di euro per uccidere 144.000 cani (62 euro a capo).  La sterilizzazione invece costa solo 20-25 euro a cane

Fonti: La RepubblicaSave the Dogs