martedì , 19 giugno 2018

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Abbraccio o non abbraccio il cane?

Un abbraccio è un gesto volto a esprimere “affetto” o “amore” che consiste nello stringere le “braccia” e le “mani” attorno al corpo di un’altra persona. È un gesto che racchiude diversi significati: gioia, amore, saluto, desiderio di rincuorare. Esprime, in definitiva, affetto in una vasta gamma di gradi. Studi scientifici hanno dimostrato che essere abbracciati comporta effetti benefici a livello fisiologico con un aumento dell’ossitocina e una riduzione della pressione sanguigna. Questo almeno nella specie umana.

L’abbraccio nei cani non esiste

Ma nel cane? L’abbraccio nella specie canina non esiste. Addirittura potremmo immaginare che, quanto di più simile ci sia a un abbraccio, sia il muso di un altro cane sul dorso, che assolutamente non significa affetto. E allora cosa pensano i cani quando li abbracciamo? Quasi tutti i proprietari sostengono che al loro cane piaccia essere abbracciati, ed effettivamente alcuni cani appaiono molto tolleranti all’abbraccio e sembrano realmente trarne piacere. Non è infrequente, però, che i cani cerchino, piuttosto, di allontanarsi o mostrino segnali di stress (girare la faccia, distogliere lo sguardo, sbadigliare) o rispondano leccando la faccia di chi li sta abbracciando finché l’abbraccio non sia terminato. E se tutto questo non funziona, arrivino a utilizzare comportamenti aggressivi.

Tanti cani sembrano apprezzare l’essere abbracciati da una persona che amano e di cui si fidano, soprattutto se l’abbraccio avviene in termini “canini”, non troppo stretto, con la possibilità per il cane di allontanarsi. Pochi cani, però, dimostrano di apprezzare la modalità che molti bambini hanno di abbracciarli.

Attenzione all’abbraccio dei bambini

I bambini tendono a stringere entrambe le braccia intorno al collo del cane spingendo in avanti il loro peso, questo può creare nel cane forte disagio. Se ci si sofferma sul linguaggio corporeo del cane e sui segnali che manifesta durante un abbraccio si può notare come l’espressione diventi spesso tesa, la bocca venga chiusa, le orecchie siano portate all’indietro, lo sguardo sia fisso o sfuggente.

Il cane abbracciato, che non ama questa interazione, può manifestare anche molti altri segnali di stress come leccarsi le labbra o sbadigliare, girare la faccia, alzare una zampa. La percezione da parte del cane di una possibile minaccia nell’abbraccio e il viso del bambino troppo vicino al muso creano una situazione di rischio estremo. Tutti i cani possono potenzialmente ricorrere a un comportamento aggressivo per allontanare una minaccia e, purtroppo, quasi tutte le aggressioni dirette verso bambini familiari avvengono in contesti di competizione per risorse o in momenti di interazioni “piacevoli”: mentre il cane viene abbracciato, accarezzato o baciato, mentre ci si piega su di lui (Reisner, 2007).

Quasi tutte le aggressioni dirette ai bambini avvengono da parte di cani conosciuti, spesso da parte di cani da cui “non ci si sarebbe mai aspettata una reazione aggressiva”, cani che “non hanno mai morso prima”, questo dovrebbe far riflettere… chi lascerebbe un cane “sicuramente” aggressivo, giocare con un bambino? Paradossalmente, i cani che notoriamente non amano il contatto con i bambini vengono monitorati o tenuti sotto stretta osservazione. Sono i “cani buoni” che spesso vengono lasciati senza supervisione a contatto con i bambini, ma anche per i “cani buoni”, quelli “che sopportano qualsiasi cosa”, esiste un limite alla tolleranza. Gli episodi incresciosi, per fortuna davvero rari, possono avvenire ed è responsabilità degli adulti fare in modo che i rischi siano quanto più possibile bassi.

Ogni azione di un bambino (o di un adulto) che sorprenda, spaventi, arrechi danno o disturbi il cane ne altera l’equilibrio e ne compromette lo stato di benessere e può succedere che, se la giornata è di quelle “no”, se la situazione si è già presentata in passato o se vi è la compresenza di altri agenti stressanti fisici o psicologici, i cani rispondano selezionando una delle risposte che Madre Natura ha fornito loro per difendersi, l’aggressività. Ogni cane, soprattutto se precedenti strategie di risposta (fuga, immobilità) sono fallite, può potenzialmente ringhiare, cercare di mordere o, addirittura, mordere.

Educazione al rapporto

La convivenza tra cani e bambini, se gestita correttamente, è una preziosa opportunità, ma non può che passare per una corretta educazione al rapporto. Un rapporto che non deve essere basato sul fatto che “tanto il cane è buono”, come spesso erroneamente si pensa: non è affatto l’aspetto più importante!

  • Vigilare, supervisione innanzitutto: ogni relazione sociale si basa su tante variabili, non solo sul carattere delle parti in causa, ma sulle componenti emotive, psicologiche, fisiche e fisiologiche di ogni individuo in un dato momento. Non è possibile assumere con certezza quali saranno le risposte di uno specifico individuo in un determinato momento. La supervisione, continua e attenta, da parte degli adulti è l’unica vera misura di sicurezza.
  • Dare al cane sempre la possibilità di allontanarsi nel caso percepisca come negativa una determinata interazione.
  • Premiare sempre il cane quando rimane tranquillo in presenza del bambino: ciò aumenterà la tolleranza del quattro zampe e la sua tendenza a rivolgersi al proprietario in caso di bisogno. • Imparare a leggere (e rispettare) i segnali di stress del cane , ogni reazione aggressiva è sempre preceduta da una condizione ansiogena. Se i proprietari imparassero a leggere correttamente il linguaggio corporeo del cane molti episodi di aggressività potrebbero essere evitati.
  • Insegnare ai bambini il rispetto e l’empatia chiarendo loro cosa il cane ama e cosa invece potrebbe innervosirlo e spingendoli a una interazione basata sulla comprensione e sull’accettazione della diversità animale.

di Ludovica Pierantoni – Medico veterinario, dipl. Ecawbm, specialista in Etologia applicata e benesser e degli animali, master in medicina comportamentale, r esp. Can SSDRL Napoli

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