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Osteopatia per cani

Osteopatia per cani: importante nell’agility

Alfonso Sabbatini, in tutti questi anni di esperienza che ha accumulato praticando agility, si è reso conto che più si evolveva la tecnica e la prestazione del binomio, più lo sforzo fisico di entrambi raggiungeva livelli importanti richiedendo l’intervento dell’osteopatia per cani.

Di recente, infatti, l’agility è diventata sempre più precisa, veloce e spettacolare, capace di regalare emozioni uniche e indescrivibili, ma allo stesso tempo, però, sollecita enormemente sia il fisico del cane sia quello del conduttore, mettendoli il più delle volte a rischio traumi.

Una figura decisamente indicata per aiutare la performance dei nostri amici a quattro zampe è, senza dubbio l’osteopata, che ha assunto un posto importante, dopo il veterinario, nella vita dei cani sportivi.

Paola Pepe, ritieni davvero importante trattare il cane sportivo e, in particolar modo, quello che pratica agility?

Certo. Il cane che pratica agility va considerato un atleta, a qualsiasi livello lo si valuti, le pressioni articolari e le sollecitazioni strutturali alle quali è sottoposto sono importanti, non possiamo non pensare alla meccanica e alla salute delle sue articolazioni. Basta riflettere solo a come le stesse sono sollecitate lungo la parabola del salto con pressioni importanti e torsioni sia in entrata che in uscita. Avete mai fatto caso a come i carpi degli arti anteriori siano messi sotto pressione durante l’atterraggio dal salto? Bisogna che tutto l’organismo sia sano e ben funzionante.

È altresì importante e utile sottolineare che praticare sport fa bene al cane…

Sicuramente. Muscoli forti e allenati aiutano sempre a mantenere sana la struttura, supportano e sostengono la schiena, riparano e contengono le giunture, rimandano nel tempo la naturale degenerazione fisiologica per invecchiamento. Non meno evidente è l’utilità che dall’osservazione sul campo si può trarre, se ben attenti, nel segnalare piccoli disagi, cambiamenti di esecuzione di esercizi o di comportamento che esprimono problemi da non sottovalutare. Alcuni piccoli disagi, infatti, se trascurati, possono diventare difficoltà debilitanti anche gravi. Un muscolo teso e dolente in allenamento deve essere un campanello d’allarme. Un’adeguata e tempestiva terapia evita un infortunio in gara o nel periodo successivo. Tutto questo vale per qualsiasi cane.

Quanto è importante farsi seguire da un professionista come te?

È di certo importante farsi seguire da un professionista sia per quanto riguarda la qualità del lavoro manipolativo sul cane, sia per le informazioni che si possono ricevere su stretching, mobilità, allungamenti ed esercizi di preparazione. Se, infatti, durante il trattamento vengono individuate delle specifiche Osteopatia per canidisfunzioni e, soprattutto, se tali disfunzioni e blocchi osteoarticolari sono ricorrenti anche in trattamenti consecutivi, è buona consuetudine dedicare una parte del tempo a disposizione per educare, insegnare e raccomandare al proprietario degli esercizi da eseguire. Tali esercizi si possono svolgere sia manualmente sul cane, come stretching o mobilità articolare, sia tramite l’insegnamento al cane di posizioni da mantenere anche col supporto di piccoli attrezzi. Non meno utili sono i preziosi consigli del professionista su comportamenti quotidiani da seguire e valorizzare.

Pensi che molti infortuni siano causati da mancati trattamenti?

Sì, ne sono certa. Anche in caso di trauma come, ad esempio, il cane che cade da una passerella se schiena e arti non funzionano adeguatamente o muscoli e strutture annesse sono tese, diminuisce la reattività al colpo e la possibilità di minimizzare eventuali danni. Strutture sane, mobili ed elastiche sono sicuramente più in grado di evitare infortuni derivanti da trauma. Lesioni come strappi o stiramenti sono strettamente correlati allo stato di preparazione generale del cane stesso.

Tu provieni dal mondo dei cavalli: come e perché sei passata a quello dei cani?

Ho iniziato manipolando cavalli e neanche io mi aspettavo un’attenzione tale da parte del mondo cinofilo. Ho sempre pensato che stare in sella, sulla schiena del cavallo, fosse un mezzo di valutazione più diretto per accorgersi di un problema meccanico. Nel lavoro in piano, infatti, si evidenziano meglio difficoltà di esecuzione, di andatura, di controllo del cavallo. La possibilità di starci sopra offre un contatto privilegiato che aiuta molto a capire se il cavallo ha un problema alla schiena e si fa in fretta a percepire se la manipolazione ha dato risultati. Nel mondo cinofilo, invece, tutto si basa sull’osservazione del cane in lavoro, ma anche durante gesti quotidiani. Conto molto sulla capacità del proprietario di segnalare cambiamenti di comportamento nella vita di tutti i giorni. Devo dire che molti istruttori e appassionati mi hanno sorpreso con le loro competenze biomeccaniche. Ricevere informazioni da chi è in grado di interpretare il movimento del cane è una risorsa preziosa per individuare le disfunzioni osteopatiche. Quando in un campo di addestramento l’istruttore o preparatore mi descrive con accuratezza il comportamento del cane, sul salto, su curve, su cambi di direzione, su esercizi specifici, tutto diventa più facile.

A che età un cane potrebbe essere manipolato?

Quando mi chiedevano di dare solo un’occhiata a cuccioli di cinque o sei mesi spesso li trovavo meccanicamente bloccati. Infatti la loro irruenza o il gioco sfrenato con altri cani può già essere una causa Osteopatia per canisufficiente. Sempre meglio manipolare un cane in accrescimento per evitare che pressioni mal distribuite possano creare debolezze strutturali non funzionali.

Cosa consigli prima e dopo un allenamento o una gara?

È fuori dubbio che il cane debba essere scaldato. Purtroppo da qualche parte ancora si vedono proprietari e conduttori che fanno scendere il cane dall’auto pochi istanti prima della gara. Provate voi a correre per cento metri a tutta birra dopo aver guidato seduti in auto per qualche ora. Ci sono diversi metodi per far muovere il cane con gradualità per prepararlo allo sforzo in campo. C’è chi preferisce eseguire degli esercizi preparatori senza toccare il cane, chi invece con un po’ di manualità preferisce tastare e mobilizzare le articolazioni degli arti per preparare i tessuti e i muscoli all’azione. Questo resta un argomento molto importante da affrontare anche frequentando quei corsi e stage in cui si insegnano esercizi propriocettivi e di equilibrio con cuscini specifici anche nella fase di riscaldamento.

Un cane che frequenta regolarmente allenamenti settimanali e che fa pochissime gare, va controllato lo stesso?

Sì, certamente. Quello che si diceva all’inizio, a qualsiasi livello, il cane è sottoposto ad allenamenti in cui pressioni e sollecitazioni sono importanti, così come importante è l’osservazione dell’animale nella vita quotidiana e durante le sessione di allenamento per evidenziare eventuali cambiamenti o possibili nuove difficoltà di movimento.

In cosa consiste un trattamento di osteopatia per cani?

Finalità del trattamento è individuare e trattare eventuali disfunzioni osteopatiche. Una disfunzione osteopatica non è altro che una restrizione di mobilità di una o più articolazioni su uno o più possibili Osteopatia per canimovimenti che porta ad avere muscoli tesi e contratti con anche possibile irritazione di nervi fino al dolore. Per riconoscere una disfunzione, dunque, sono preziose le indicazioni di proprietario e allenatore come variazioni di comportamento, nervosismo, eccitabilità o anche mancanza di vitalità in rapporto al suo comportamento abituale o ancora sintomi quali l’ipersensibilità della schiena, tensioni muscolari o zoppie.

In particolare, procedo a un esame dinamico del cane e a una prima palpazione per poi eseguire dei veri e propri test motori. Una volta individuate le disfunzioni e dopo aver dato indicazioni al proprietario su come dovrebbe tenermi il cane per un aiuto concreto, passo alla fase manipolativa. Attraverso dei trust, movimenti veloci e di piccola ampiezza, e delle tecniche di mobilizzazione, procedo a normalizzare le disfunzioni.

Ma se ti occupassi, oltre che del cane, anche del loro conduttore non sarebbe meglio?

Il mio interesse per l’osteopatia è iniziato in campo umano per poi continuare su cavalli e cani. A volte, un po’ per scherzo, un po’ per mostrare la bontà del trattamento, mi capita di manipolare qualche conduttore. Molti di quest’ultimi sono messi peggio dei loro cani, manca spesso anche un’adeguata preparazione fisica.

 

 

A cura di Alfonso Sabbatini