venerdì , 21 luglio 2017
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Insegnare il percorso di agility

Il nostro binomio ormai è in grado di affrontare correttamente e ancora singolarmente, tutti gli ostacoli che costituiscono un percorso di agility. Il futuro campione a quattro zampe a questo punto saprà anche distinguere, con un comando verbale, tutti gli attrezzi che da lì in avanti dovrà attraversare, specie se messi a breve distanza tra loro, in un tempo ridottissimo che sarà pari a centesimi di secondo. Il suo conduttore comunicherà, infatti, il nome dell’ostacolo da superare e il bravo cane eseguirà la corretta scelta dando modo di consolidare i “fondamentali” dell’agility.

La sequenza degli ostacoli da questo momento in avanti è chiamata “percorso di agility” e il giovane binomio dovrà essere in grado di portare a termine un giro mettendo a frutto tutti gli insegnamenti ricevuti dall’istruttore durante il lungo corso di preparazione all’agility di base. Si inizia, da questo momento in avanti, a fare un lavoro solo sul conduttore sensibilizzandolo il più possibile verso una ricognizione semplice da ricordare, ma allo stesso tempo importantissima e perfetta.

Quattro fasi

Il mio consiglio è quello di dividere la ricognizione in quattro fasi, nella prima il conduttore andrà alla ricerca dei numeri, che sono posti ai piedi di ogni singolo attrezzo, senza mai dare nulla per scontato anche se si tratta di un semplice passaggio. Terminata questa ricerca e resosi conto della tipologia di percorso di agility che dovrà affrontare con il suo cane, inizia nella seconda fase a dividere in blocchi da 4/5 ostacoli il giro in modo tale da provare tutte le soluzioni possibili che ci possano essere per scegliere le definitive da adottare durante il percorso di agility. In questa fase si tiene conto di tutta la strada che il cane dovrà percorrere per affrontare la sequenza degli ostacoli e, siccome in gara viene premiato il miglior tempo senza errori, è preferibile che il conduttore faccia uno “studio geometrico” di ogni singolo passaggio per fare in modo che risulti alla fine quello vincente.

Ultimata la seconda fase il conduttore, nella penultima sequenza, unisce tutti i blocchi accuratamente studiati in una sorta di simulazione unica di percorso di agility, avendo cura di prendere dei punti di riferimento fissi (ma casualmente disposti intorno al percorso stesso) che serviranno a trovarsi in linea con la corretta posizione del corpo, là dove sarà necessario per fare un cambio di conduzione rapido. Lo sguardo che cadrà rapidamente sul punto di riferimento preso con il corpo in movimento, sarà la conferma della posizione corretta che si avrà in quel determinato passaggio. La quarta e ultima fase è la prova che l’intero giro, in maniera perfetta, sia ben fissato nella memoria del conduttore.

Infatti quest’ultimo, ad occhi chiusi ed immaginandosi nel percorso di agility assieme al proprio cane, simulerà la conduzione da fermo mimandola per tutto “l’immaginario giro” cercando di soffermarsi nei punti più difficili dello stesso, per ottimizzarne la riuscita. A questo punto il conduttore sarà pronto per prendere il suo compagno di squadra e condurlo sul giro cercando di sbagliare il meno possibile, ricordando sempre che un cane preparato correttamente e con i fondamentali ben chiari, non sarà mai la causa degli errori di percorso. Il binomio, allenamento dopo allenamento, troverà la sintonia e la resistenza nell’affrontare l’intero giro che pian piano aumenterà nel numero di ostacoli e di passaggi, fino ad arrivare pian piano a un percorso simile a quello di una vera gara. Seguirà, in caso in cui il conduttore lo vorrà, il debutto nelle gare e la conseguente carriera agonistica del binomio. Buon agility a tutti.

di Alfonso Sabbatini (riproduzione vietata)

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