venerdì , 24 novembre 2017
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La storia di Camilla e Ariel: il binomio perfetto

Tra le discipline cinefile si sente spesso parlare di binomio, in particolare negli allenamenti dell’agility. Questo termine non vuole solo rappresentare la coppia cane ­– padrone, ma indica una vera e propria collaborazione tra due atleti che partecipano a una competizione. Per prendere parte alle gare di agility è, infatti, necessario che entrambi i concorrenti della coppia siano perfettamente coordinati e questo implica un grande impegno che deve, dunque, reggersi sulla base di una forte motivazione. Sì, perché non tutte le razze canine sono semplici da addestrare ed è bene sapere di doversi armare di una grande pazienza prima di intraprendere questo sport. Secondo il parere di addestratori esperti il binomio perfetto si crea attraverso due fasi importantissime dell’allenamento:

  • La comprensione: tra noi e il nostro amico a quattro zampe tutto deve essere chiaro prima di iniziare qualsiasi tipo di percorso insieme. In questo primo step le parole chiave sono Fiducia e Rispetto, perché sarà impossibile farsi seguire del proprio cane e creare una vera e propria complicità se questi due valori mancano.
  • La comunicazione: un binomio funziona davvero quando tra il cane e il padrone si instaura un rapporto per cui uno sembra essere nella mente del proprio fedele amico e viceversa. Il concetto del binomio si traduce nella volontà di essere un tutt’uno con il compagno.

La storia di Camilla e Ariel

Riuscire a stabilire un rapporto così forte con il proprio cane comporta grandi emozioni, lo sa bene Camilla che racconta la sua esperienza in un’intervista al Magazine Quattro Zampe. Lei ha iniziato con la sua Margot, una meticcia di Labrador, ma è stato con l’arrivo della piccola Ariel, una femmina di Pastore Tedesco, che la sua passione per l’agility è esplosa.  Camilla spiega che questa disciplina può iniziare già al 18esimo mese di vita del cane e che grazie a questo inizio lei e la sua Ariel hanno conquistato molti traguardi partecipando a due coppe del mondo (2014-2015) e all’International All Breeds Cup di Jesolo che ricorda con molta gioia, in quanto, oltre al grande divertimento, riuscirono a passare direttamente alle fasi finale della competizione.

Camilla, tra una gara e un’altra, ha preso con sé anche un Jagd Terrier e un Pastore Olandese e continua gli allenamenti almeno un paio di volte alla settimana seguita da un coach, il quale dà loro  brevi sessioni ed esercizi da svolgere insieme, affinchè possano godersi e perfezionare le mosse per il prossimo concorso.

Ciò che rende il rapporto con il prorpio amico a quattro zampe davvero speciale, continua Camilla, è il bisogno di creare una complicità soprattutto fuori dal contesto della competizione, immergendosi in un rapporto a 360 gradi, che non si limita, quindi, agli allenamenti o alle passeggiatine al parco, ma che le fa gustare la quotidianità con i suoi cani, facendo con loro dei viaggi e trattandoli come dei veri e propri compagni di vita.

Ci sono tantissimi rami di attività tra cui scegliere, il binomio uomo-cane può trovare quella congeniale alle proprie esigenze, dalle più statiche alle più dinamiche, discipline che si modellino in base alle attitudini sia del cane sia del padrone e che, ci assicura Camilla, porteranno soddisfazioni ed emozioni in quanto l’uno comincerà a sentirsi parte dell’altro.